Il riordino dei Consorzi di bonifica non è più rinviabile, chiudendo anche una gestione commissariale che dura ormai da 20 anni. Si è infatti creata una situazione, a causa della commistione tra politica e gestione, per cui a malfunzionamento e a sprechi si aggiungono i danni per i lavoratori che non prendono stipendio da mesi e che rischiano di diventare i capri espiatori di qualcosa che non hanno creato loro”.

Lo sostengono Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil, sottolineando anche “la necessità di rendere, attraverso il riordino dei Consorzi, il più efficiente possibile i servizi resi al territorio e all’agricoltura e di garantire la stabilizzazione dei lavoratori”.

“Trasparenza, legalità e lotta agli sprechi- sottolineano i sindacati- sono i nostri obiettivi e devono diventare i cardini di questa azione di riforma. Riteniamo anche – aggiungono- che se c’è stata mala gestione questa debba essere accertata e i responsabili opportunamente sanzionati”. Quanto alle promozioni nel Consorzio di Palermo, Flai, Fai e Filbi sottolineano che “si tratta di atti transattivi a seguito di contenziosi e di inquadramenti professionali previsti dal Contratto nazionale di lavoro”.