Non ci sarà nessuna nuova giunta di governo ne sabato ne domenica prossima. A meno di colpi di mano sempre possibili da parte di un presidente della Regione come Rosario Crocetta, la situazione non cambierà di una virgola fino al pomeriggio di lunedì prossimo.

L’incontro convocato per mercoledì prossimo alle 15 al Ministero dell’economia e delle Finanze fra Crocetta, Baccei ed il sottosegretario Bressa è stato, infatti, anticipato a lunedì a mezzogiorno nei locali del Ministero degli affari regionali e ci sarà anche il sottosegretario de Vincenti e forse anche Davide Faraone .

Un incontro istituzionale ma che ha effetti politici chiari. Si parlerà, infatti, dei conti siciliani e della recuperabilità delle somme che non sono state inserite nel bilancio di previsione statale, la così detta legge di stabilità. Baccei, come ha annunciato, starà un passo indietro rispetto a Crocetta pronto a fornire supporto tecnico ma non politico. Fino ad allora tutto resterà fermo per la formazione del nuovo governo della Regione.

La giunta resta, quindi, in carica nonostante sia azzerata a parola da Crocetta ed il toto assessori attualmente in corso è solo un mero esercizio dialettico senza fondamento non essendo possibile determinare le forze in campo.

Il messaggio è chiaro: senza soldi non si fa governo perchè sarebbe impossibile governare il nulla. Le consultazioni in corso, dunque, sono soltanto preliminari scambi di opinioni senza mandato alcuno per chiudere la partita come si percepisce chiaramente in area renziana.

Ma il colpo di testa Crocettiano è sempre dietro l’angolo anche se stavolta le conseguenza potrebbero essere tali da far entrare la Sicilia, politicamente parlando, in un tunnel senza via di ritorno.

Ma a fare chiarezza, almeno su qualche punto, oggi pomeriggio a catania è stato il vice segretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini:”Io credo che siamo chiamati a governare questa regione, i suoi problemi, le sue opportunità e li dobbiamo dare nel miglior midi possibile – ha detto a margine della manifestazione politica che ‘battezza’ Sicilia a futura -. Io credo che ci siano le condizioni per farlo se c’è da parte di tutti un’assunzione di responsabilità forte. Ci stiamo muovendo in questa direzione e credo possa essere uno sbocco positivo. Certo, abbiamo ancora del lavoro da fare, noi accompagniamo il percorso, ma poi sono i partiti in Sicilia che devono decidere”.

“La volontà mi pare sia quella di dare un nuovo assetto al governo regionale – ha sottolineato Guerini – che abbia difronte a se’ la prospettiva della conclusione della legislatura”.

Riguardo all’azzeramento della giunta regionale avanzato da Crocetta, Guerini ha aggiunto: “Non diamo il permesso a nessuno. C’è una scelta che è stata compiuta, si sta lavorando in quella direzione, da parte nostra c’è il sostegno al percorso che i partiti, a partire dal Pd che in Sicilia vorranno individuare”.

Il vice segretario ha poi confermato le indiscrezioni sull’incontro in programma, a Roma, tra Crocetta e il sottosegretario De Vincenti: “Penso che sia questione di qualche giorno”.

Guerini era giunto con il sindaco di Catania Enzo Bianco sotto braccio  alla sua destra fomentando le voci che circolano da tempo che lo indicano come possibile candidato del Pd per il dopo Crocetta. Stuzzicato sull’argomento Guerini ride, evita di rispondere e se ne va…

“Rimpasto è parola che non mi piace, in generale, è lontana anni luce dalla nostra concezione di fare politica – ha detto ionvece il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone – non mi interessa un dibattito legato a queste questioni, la preoccupazione è quella di creare le condizioni affinché la Sicilia non perda le occasioni del Governo Renzi. E purtroppo fino a ora le abbiamo perse. Quando riusciremo a creare le condizioni affinché tutte le riforme che si stanno facendo non si fermano a Reggio Calabria, io sarò contento”.

Sulla mancanza di fondi destinati alla Sicilia nella legge di stabilità 2016, Faraone ha aggiunto: “Siamo una comunità che deve decidere complessivamente quello che di deve fare. Purtroppo non siamo al passo con quello che il governo Renzi sta facendo, questa è la mia unica preoccupazione da uomo di governo, che si preoccupa della sua terra che è la Sicilia. Un miliardo e 4 e’ tanto, però vediamo…”

A completare lo stop a Crocetta ci ha pensato l’ex Ministro Salvatore Cardinale: “Se non ci sarà un tavolo dove le forze politiche e i movimenti che fanno parte della maggioranza di governo in Sicilia si siedano con pari dignità, noi non siamo disposti a parlare di rimpasto – ha detto dal palco della manifestazione -. Nè tanto meno ci interessa entrare nel Crocetta quater senza un progetto e il coinvolgimento di tutti. Se manteniamo un governo incapace di dare risposte i 5 stelle vinceranno”.