Vigilia di Natale di super lavoro per la Giunta Crocetta e l’Assemblea regionale siciliana. Oggi, il governatore sarà a Sala d’Ercole per presentare il suo programma ai deputati e poi riunirà l’esecutivo per lavorare all’esercizio provvisorio, alla legge di stabilità, alla manovra di bilancio e a una legge che eviti il dissesto di tanti Comuni, a cominciare da quello di Messina, che avrebbe un “buco” di 240 milioni di euro. “Se crolla Messina, è in pericolo anche la Regione” ha avvertito Crocetta.

Non è una frase ad effetto, perché l’allarme conti è altissimo a palazzo d’Orleans. La parola d’ordine è, dunque, fare in fretta. Se Messina ha un’autonomia finanziaria di poche settimane, la situazione è poco allegra anche per altre realtà importanti dell’Isola.  Grossi centri sono sull’orlo del baratro finanziario. I Comuni di Caltagirone, Bagheria, Cefalù e Milazzo, tanto per fare qualche nome, sono infatti pronti a portare i libri in tribunale. Ecco perché il tempo stringe: un eventuale default dei Comuni trascinerebbe, in una sorta di effetto a catena, anche la Regione nel baratro del crac finanziario.

Oltre alla legge anti dissesto, l’altra priorità è quella relativa ai conti complessivi. Su questo fronte è confermato il “taglio” di un miliardo sui 5 di deficit che presenterebbe la Regione. L’assessore all’Economia Luca Bianchi ha già spiegato ai sindacati la gravità della situazione e Crocetta si è detto d’accordo con lui: “Se abbiamo cinque miliardi di deficit – ha affermato il governatore –  mi pare plausibile che l’assessore Bianchi annunci tagli per un miliardo al bilancio regionale e da qualche parte bisogna pur cominciare a recuperarli. Mantenere il livello di spesa che abbiamo finora sostenuto significa aumentare l’indebitamento. Abbiamo due obiettivi: diminuire l’indebitamento ed evitare che se ne produca altro”.

Capitolo esercizio provvisorio. Secondo la tabella di marcia del governo regionale, dovrebbe essere esitato il 27 per essere portato l’indomani in aula per l’approvazione. Per vararlo in tempo, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha annunciato che il  Parlamento si riunirà anche il 31 dicembre. Entro la fine  dell’anno, l’Ars dovrà anche dare il via libera al disegno di legge che  proroga i contratti dei precari della Regione e dà indirizzi  per quelli degli enti locali, una platea di circa 25 mila  persone.

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