“Nessun allarme sul rischio di crisi liquidità, i 500 milioni che arriveranno dallo Stato centrale per effetto di una sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto il credito alla Regione siciliana, risolveranno in parte il problema della crisi di liquidità, cosi l’approvazione della legge sul pagamento alle imprese, che sblocca un altro miliardo”.

Smentisce anche la Corte dei Conti il presidente della Regione Rosario Crocetta: “Lo scorso anno abbiamo  abbiamo anche migliorato le performance di spesa – sostiene il governatore – non autorizzando spese non coperte siamo riusciti ad ottenere un avanzo di 400 milioni. Perché’ questa crisi di liquidità? Perché -sostiene Crocetta- nel 2011 sono stati impegnati più di 2 miliardi e nel 2012 più di 1 miliardo, oggi quegli impegni costituiscono cassa. Ma non sono stati impegni presi da questa amministrazione. Oggi abbiamo fermato questo meccanismo con il quale si spendeva più di quanto si incassava”.

E sui conti della sanità i cui risparmi sono stati impegnati per coprire i trasferimenti ai Comuni da luglio adesso Crocetta cambia idea e vuole aiuto da roma e tagli ai livelli essenziali di assistenza:  “Nella sanità – dice – bisogna ancora tagliare gli sprechi.  Lo Stato deve però dare alla Regione la possibilità di risparmiare, è un problema che abbiamo esposto anche a Roma non possiamo mantenere livelli di compartecipazione così alti sulla base di finti livelli essenziali di assistenza, bisogna intervenire abbattendo gli sprechi e la corruzione”.