Sporcizia dappertutto, bagni inservibili e casi di bambini ricoverati in ospedale per infezioni. E’ questo il triste bilancio dei primi giorni di scuola raccontato dalle mamme dei bambini che frequentano un centinaio di istituti di Palermo e provincia dove prestavano servizio i 519 bidelli tagliati fuori dalle procedure di stabilizzazione. Assume toni drammatici la protesta dei collaboratori scolastici, disperati perché senza stipendio da marzo, che da stamattina sono in sit-in davanti alla Prefettura di Palermo.

I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto Francesca Cannizzo. “La situazione è ormai emergenziale, – hanno dichiarato Mimmo Milazzo e Francesco Amato, segretari di Cisl e Felsa Cisl Palermo Trapani prima dell’incontro in Prefettura – le famiglie non ricevono più un minimo sostentamento economico da troppi mesi, bisogna intervenire, per questo chiediamo la convocazione di un apposito tavolo in Prefettura a Palermo, alla presenza dei dirigenti del ministero alla Pubblica Istruzione, per approfondire la vertenza dei 519 collaboratori scolastici di Palermo e provincia e individuare così soluzioni idonee per garantire il diritto allo studio e il diritto alla retribuzione dell’attività lavorativa prestata”.

I 519 lavoratori sono dipendenti delle cooperative convenzionate dal 2000 al 31 dicembre 2013 con l’Ufficio scolastico provinciale, senza retribuzione ormai dal mese di marzo. Molti di questi collaboratori scolastici sono ex Lsu che prestano servizio nelle scuole da oltre 20 anni. Salgono i toni della vertenza i lavoratori sono esasperati dopo aver appreso dal ministero della pubblica istruzione, dell’intento di non versare i fondi a loro destinati.

“Il ministero ha invitato l’Ufficio scolastico provinciale a sciogliere i contratti, non possiamo consentire che oltre 500 famiglie vengano abbandonate così. A soffrire sono anche gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per via dell’assenza di queste fondamentali figure. E per il loro futuro – concludono Milazzo e Amato – è necessario individuare il percorso legislativo idoneo che garantisca la prosecuzione dell’attività lavorativa degli ex Lsu e la loro stabilizzazione con una normativa che ha consentito l’inquadramento di analoghe figure professionali dei comuni siciliani grazie alla legge finanziaria del 2007”.