Froci, finocchi, arrusi, matelli, questi sono solo quattro tra la moltitudine di sinonimi offensivi che solitamente vengono usati  per descrivere gli omosessuali.

Quest’argomento, da sempre, provoca spesso riflessioni, pareri, punti di vista e a volte persino insulti.

Ciò è dimostrato dal racconto del triste episodio accaduto all’amico Francesco Paolo Catalano. Le offese rivolte ai modelli e al fotografo sono il sintomo di una società italiana che discrimina gli omosessuali.

Con certezza scrivo: “società italiana” in quanto questa, ancora oggi, è sin troppo filo-religiosa e perbenista, alimentando così la censura della conoscenza.

La società civile dovrebbe ben capire che qualsiasi forma di discriminazione, riguarda un po’ tutti e non solo chi la vive in prima persona.

Chi vorrebbe vivere in un mondo che discrimina senza una ragione? Credo nessuno.

Ebbene, bisogna raccontare e denunciare per far comprendere una ingiustizia.

Io non faccio parte della “categoria omosessuale“, non perché sono etero, ma perché non esiste nessuna categoria, casomai esistono dei diritti che gli eterosessuali hanno e che gli omosessuali non hanno. Questa è un’aberrazione dei diritti di tutti.

Fotografia di Francesco Paolo Catalano

Modelli: Manfredi e Andrea

Titolo:1969