“Avevo delle perplessità sulla candidatura di Nino Dina, tanto che non andai a comizi a Monreale, ma lui presentò il proscioglimento e quindi non aveva neppure un carico pendente, quando si candidò con noi. Sarebbe corretto che Dina per un po’ stia in stand by, nessuno lo vuole condannare, ma il provvedimento di arresto è pesante”. Queste le parole del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, in seguito all’arresto di due deputati per corruzione elettorale, tra i quali il presidente della commissione Bilancio dell’Ars, Nino Dina.

Il governatore però assolve i colleghi di maggioranza dell’Udc: “In autotutela la politica deve applicare i suoi strumenti. Credo che l’Udc ha fatto però tutto quello che doveva fare, da tempo Dina è sospeso. L’Udc da tempo aveva auspicato un passo indietro di Dina, ma è chiaro che questi oggi non può più fare parte della maggioranza. Dobbiamo fare è un ragionamento anche sulla composizione di tutta la commissione bilancio che va rinnovata. Qualche altro nome che non mi piace la’ dentro c’è”.

Crocetta annuncia provvedimenti legislativi per contrastare in modo più stringente la corruzione.  “Abbiamo adottato come maggioranza tutte le misure precauzionali. Anche l’Ars ha approvato una legge sulle incompatibilità che è molto stringente. Ora si passerà al codice etico, ma al di là di questo bisogna fare qualche aggiustamento”.

“Provo grande tristezza e sofferenza, ma le responsabilità sono individuali. – sottolinea il presidente della Regione Siciliana. – Per me la
vicenda non si chiude ai due deputati arrestati. Credo che ci siano ancora delle punte grigie, anche nere dentro l’Ars. Ho fatto qualche nome in passato, ma guai a generalizzare: il parlamento e’ fatto di gente onesta che fa il suo lavoro. Questi singoli casi vedono in Sicilia però ancora una presenza affaristico-mafiosa che ha rapporti con il sistema istituzionale“.