La vicenda che vede coinvolta la dirigente Corsello ripropone la drammatica questione dell’emergenza “trasparenza” nella burocrazia regionale e, in generale, nella Pubblica amministrazione nell’Isola.” Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci. “Se fosse vero quanto asserisce la Corsello e cioè che a fornire i nomi degli assunti sarebbe stato il presidente della Regione, ci troveremmo di fronte ad un classico caso di corruzione, che vede politica e burocrazia reciprocamente condizionati dallo scambio di favori e vantaggi.”

Secondo Musumeci  “i risultati finora raggiunti sul fronte della lotta per la trasparenza alla Regione non alimentano troppe illusioni. Vogliamo chiederci quante denunce sono state fatte dall’ufficio creato nel 2012, da quando è entrata in vigore la legge sulla prevenzione della corruzione? Vero è che il presidente Crocetta ha minacciato in questi tre anni una decina di licenziamenti di dipendenti disonesti: ma quanti sono stati mandati a casa? Basti pensare che nel procedimento penale a carico dell’architetto Canova, dirigente dell’assessorato ai Trasporti, la Regione non si è costituita parte civile.”

“Il paradosso è – denuncia il presidente dell’Antimafia – che alla Regione la persona responsabile che dovrebbe vigilare sulla trasparenza del personale dipendente è anche alla guida del dipartimento Personale e Funzione pubblica, area che la legge considera “a rischio”. Quindi, in una condizione di evidente incompatibilità perché contemporaneamente controllore e controllata. Ho denunciato il caso nel luglio dello scorso anno, ma dal governo silenzio assoluto.”

La Commissione che presiedo ha varato un Codice Etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli amministratori e per i dipendenti della Regione, disegno di legge già all’esame della Prima Commissione. Ma se le regole di comportamento non si traducono in modelli organizzativi, in cui ognuno è sottoposto a controllo, le regole scritte diventano relative.

“Ecco perché sono convinto che la prevenzione della illegalità – propone Nello Musumeci – presupponga uno studio di modelli organizzativi sui livelli di vigilanza, a partire da quegli uffici che si ritiene essere più vulnerabili ed esposti alle prassi corruttive. Ne parlerò alla prossima seduta della Commissione, per valutare la opportunità di procedere a formalizzare una proposta in questa direzione, anche con la collaborazione delle strutture universitarie.”

Sulla vicenda intervengono anche i deputati M5S all’Ars, Gianina Ciancio e Valentina Zafarana, che raccontano i retroscena della vicenda che ha portato alla sospensione della dirigente regionale per la questione delle presunte pressioni per l’assunzione dei sei dirigenti.

“La nostra presenza è fondamentale nelle istituzioni. Le nostre denunce e la nostra attività di controllo dentro e fuori il palazzo stanno cominciando a dare numerosi frutti. Se il caso Corsello oggi è finito sotto la lente della magistratura è anche merito nostro – dicono i 5 stelle -. Senza di noi i contratti dei dirigenti coinvolti nella vicenda sarebbero stati prorogati già nel 2012 e, probabilmente, anche in seguito, evitando a queste persone di ricorrere a manovre alternative per rimanere incollati alla mammella della pubblica amministrazione”.

Ci colpì in commissione, in occasione della finanziaria del 2012 – racconta la Ciancio – una frase occultata nel testo del ddl che contemplava la proroga dei contratti per sei unità per sei mesi a fronte di 458.000 euro, cifra che ci pareva improponibile accostare ad un precario. La norma fu cassata in commissione, salvo poi rispuntare un aula, dove riuscimmo ad affossarla definitivamente”.

“Se non ci fossimo stati noi a vigilare – continua Valentina Zafarana – sarebbe andata diversamente. E sotto silenzio passerebbero numerose cose che periodicamente denunciamo dentro e fuori il palazzo. Il fenomeno gettonopoli all’interno dei consigli comunali siamo stati noi a scoperchiarlo in diversi Comuni della Sicilia: prima d’ora, usare il Comune come un sorta di bancomat era quasi una prassi”.

Sui dirigenti, il Movimento attacca Crocetta: “Il presidente la finisca una buona volta di considerare alcune figure intoccabili. A prescindere dai risvolti dell’indagine in corso, la Corsello è coinvolta in altre vicende, oltre ad essere tra i responsabili di diversi flop nel mondo della formazione. Crocetta cominci a pensare a cosa fare dopo la fine del periodo di sospensione della dirigente”