Mezzo secolo di rimbalzi e burocrazia, almeno 20 miliardi di vecchie lire per i risarcimenti e una montagna di ‘faremo’, ‘rilanceremo’, ‘saneremo’. La storia di Corso dei Martiri, la zona nel centro di Catania rimasta sventrata dopo gli anni del boom e per molto tempo favelas per i senza tetto, sembra davvero all’epilogo.

Oggi in Consiglio comunale è stato presentato il master plan: un’opera faraonica che oltre al processo di riqualificazione potrebbe davvero rappresentare un grandissimo polmone occupazionale per far ripartire il comparto edile, motore dell’economia locale. 

A Palazzo degli Elefanti, alla  presenza tra gli altri dell’architetto Mario Cucinella, progettista dell’opera e del paesaggista Andrea Kipar, il sindaco Enzo Bianco e l’assessore Salvo Di Salvo hanno ricordato gli ultimi step di un percorso iniziato molto tempo fa, cioè dai piani di trasformazione urbana previsti da una legge regionale del 1951 e sfociati poi in un contenzioso durato quasi 50 anni.

Il sindaco ha ricordato di avere “voluto con forza che ci fosse un grande parco urbano di oltre due ettari e fossero aumentati gli spazi pubblici rispetto al progetto originario, anche se devo dare atto alla precedente Amministrazione di avere attenuato la cubatura dell’accordo del 2008, salvando anche la scuola per cui noi ci siamo sempre battuti”.

Anche l’esponente di Sicilia Democratica, Sebastiano Arcidiacono,  ha sottolineato quanto sia stato fondamentale l’accordo transattivo siglato nel 2011 dall’allora sindaco  Stancanelli che, davanti al presidente del Tar, ha di fatto stoppato le querelle legate alle continue richieste di risarcimento: “Sono stati pagati almeno 20 miliardi di vecchie lire per Corso dei Martiri”,  ha tuonato il vicepresidente vicario che assieme al Carmelo Nicotra, capogruppo di Sd, ha chiesto un odg per la trasparenza nell’apertura dei cantieri.

“Vogliamo impegnare l’Amministrazione – dicono i due consiglieri comunale – a farsi promotrice fin da subito a prescrivere forme di ampia evidenza pubblica per la selezione delle imprese che dovranno eseguire i lavori sia nella parte pubblica che in quella privata, prevedendo altresì che le assunzioni del personale avvengano con priorità ai disoccupati del settore dell’edilizia secondo le procedure trasparenti previste dagli uffici provinciali del lavoro o di bando pubblico, escludendo comunque ogni forma di assunzione diretta”.

Anche tutti i sindacati catanesi, presenti in aula con i propri rappresentanti, hanno chiesto “che il progetto venga sigillato da un protocollo di legalità da stilare davanti al Prefetto, a difesa di eventuali appetiti di malaffare e criminalità organizzata”.

Bianco, ricordando che verranno ascoltate “idee e proposte, per ottenere il maggior vantaggio per la città”, ha spiegato che si stanno già presentando i “progetti definitivi per le  opere di urbanizzazione primaria e dei servizi pubblici. Ci impegneremo – ha promesso  il sindaco – perché i primi cantieri per realizzare la parte a verde  aprano entro fine anno e comunque valuteremo  insieme all’Anac  quale sia la procedura ottimale che i privati dovranno seguire, a  evidenza pubblica o meno, per agire rapidamente nelle massima  trasparenza e legalità”.

Dal canto suo l’assessore Salvo di Salvo in un breve intervento in aula ha sottolineato: “Gli uffici della Direzione Urbanistica sono pronti a convocare entro trenta giorni le prime conferenze dei servizi per avviare il confronto sui progetti che si stanno presentando per la  parte riguardante i servizi pubblici e il parco urbano e rilasciare in  tempi rapidi i titoli e le concessioni edilizie per avviare i lavori”.

La filosofia del nuovo Corso dei Martiri è stata illustrata dallo stesso Cucinella: “Occorre -ha detto – un  patto sociale per progettare il futuro della Catania che verrà nei prossimi decenni. Puntiamo a un’urbanistica di qualità con una ramblas a verde che dal Corso Sicilia, a pochi passi da via Etnea, sbocchi al mare nel terminal della stazione centrale che anch’esso va rigenerato e riqualificato. La nostra idea -ha aggiunto Cucinella- è quella di  connettere parti diverse della città con servizi pubblici e privati  che funzionino facendo di questa grande area un nuovo centro cittadino  moderno e attrezzato che recuperi il senso dell’urbanistica di qualità puntando a recuperare il rapporto col mare com’è accaduto a Barcellona o a Genova”.

La parte paesaggistica è stata illustrata in aula dall’architetto Andreas Kipàr dello studio Land, uno dei maggiori esperti europei di verde pubblico.

In dettaglio nel progetto spicca il grande parco urbano con i suoi 25.000 mq di verde (il terzo dopo quello Gioeni e villa Bellini) costituisce la vera rigenerazione urbana del quartiere San Berillo, si pone come una vera e propria riappropriazione pubblica, all’insegna di godibilità e vivibilità dell’intera zona che costituisce un fondamentale asse di collegamento nord-sud, tra il centro della Città e il mare. Gli elementi caratterizzanti del parco sono un’ampia superficie verde una parte dei quali pensile, e un grande parcheggio sotterraneo. L’area verde ospita spazi di aggregazione, spazi per esposizioni, campi gioco multifunzionali.

I percorsi ciclopedonali connettono questa grande zona ai principali poli di interesse alla zona, (il centro abitato a sud, l’attuale Piazza della Repubblica a nord) e si allacciano a quelli che saranno i tracciati all’interno del parco in coerenza col progetto generale di masterplan.

Non manca la rete dei percorsi naturali e pedonali: la piazza in pietra lavica attorno al grande spazio coperto polifunzionale, destinato ad ospitare in futuro il mercato coperto.

La piazza pavimentata è destinata a diventare un’area attrezzata per le attività connesse al nuovo mercato ma anche punto privilegiato di affaccio sul parco. La nuova promenade urbana per Catania è stata pensata come un grande spazio pubblico, un viale che connette il parco alla stazione, luogo di transito e interazione con i nuovi edifici, ma anche con quelli esistenti che vi si affacciano.

Nell’area centrale oltre al flusso pedonale è prevista la viabilità per i mezzi pubblici e di soccorso. I percorsi verdi pedonali, secondo il progetto, riguardano anche le vie laterali interconnessi al nascente boulevard pedonale di Corso dei Martiri come via Fischetti, via Castiglione, piazza Crocifisso della Buona Morte.

Di particolare interesse anche la riqualificazione della piazza della Stazione (Piazza Papa Giovanni XXlll) e il polo intermodale per i flussi pedonali da e per la Stazione e i flussi veicolari (mezzi privati e pubblici verso il terminal dei bus): una piazza alberata con spazi attrezzati per la sosta accoglierà i flussi pedonali; mentre un sistema di alberature separerà i flussi veicolari dal passaggio pedonale, promovendo una continuità verso Corso dei Martiri.

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