“Le nostre indagini, ma anche quelle dei colleghi di altre Dda, ci portano a dire che Cosa nostra si sta rianimando“.

Lo dice il procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, in un’intervista a margine dell’operazione che ha portato all’arresto di 49 persone ritenute componenti della mafia del centro Sicilia e legate al clan catanese dei Cappello.

Matteo Messina Denaro non è il capo di Cosa Nostra ma solo il capo clan di Trapani con qualche interesse a Palermo e il suo ruolo non è esattamente quello che si vuol far credere.

“Cosa nostra oggi – aggiunge il magistrato– è sempre una organizzazione criminale di altissimo livello, pericolosissima, ma non è più quella di qualche decennio fa. Della cupola regionale, ad esempio, non c’è più traccia. Bernardo Provenzano e Totò Riina rappresentano il passato, vi sono le nuove leve che gestiscono l’organizzazione”.

“C’e’ anche da tenere conto delle recenti scarcerazioni di vecchi boss, ma i giovani sono coloro che hanno preso in mano le redini. Gli arsenali che abbiamo trovato fanno presagire che la mafia prepari qualcosa. Gli arresti che negli ultimi anni sono stati compiuti hanno decimato le cosche, ma le nuove leve ora si sono fatte spazio. Lo Stato è vincente, senza dubbio, ma il sistema giustizia si muove con difficoltà, il processo penale e’ lento e farraginoso e la cronica mancanza di organico fa poi il resto”.