“Sono estraneo ai fatti”. E’ quanto ha detto l’ad del Calcio Catania Pablo Cosentino al gip Fabio Di Giacomo nel corso dell’interrogatorio di garanzia nell’ambito dell’inchiesta catanese Treni dei Gol.

Uscendo dal palazzo di giustizia, l‘avvocato Carmelo Peluso, legale di Cosentino, ha ricostruito i punti salienti dell’interrogatorio. “Il giudice – dice il penalista – gli ha chiesto che opinione si è fatto e lui ha risposto che se è vero quello che c’è scritto è una follia”.

Al gip Fabio Di Giacomo, il manager argentino “ha precisato, poi, che quello che è accaduto sarebbe stato incompatibile con il suo ruolo nel Catania che era quello di costruire una squadra all’altezza di vincere il campionato: andare a corrompere per vincere le partite sarebbe stato come ammettere il suo fallimento”.

Il contratto di Cosentino con il Catania Calcio scade domani mattina (come altri), ma ha fatto sapere di essersi già dimesso dal ruolo di amministratore delegato e di non ha più rapporti con la società: “Ha detto al giudice – conclude Peluso – che il suo futuro,certamente, non sarà più a Catania”.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, Giovanni Luca Impellizzeri, l’agente di scommesse sportive coinvolto nel caso che sta mandando in tilt il calcio italiano. Venerdì scorso, a Chieti, anche Daniele Delli Carri, 44 anni, ex direttore sportivo Calcio Catania, si era avvalso della facoltà di no rispondere.

Davanti al gip adesso c’è l’ex patron rossazzurro Antonino Pulvirenti. Davanti al palazzo d giustizia di Catania, oltre a molti giornalisti, è presente un discreto spiegamento di forze dell’ordine perché inizialmente si temevano delle contestazioni proprio nei confronti dell’ex presidente, ma non si è registrato alcun episodio di intolleranza, né si sono notati tifosi.