Sono le sette di una mattina di grande caldo e il dramma improvviso, maturato probabilmente per una crisi di coppia, deflagra al secondo piano del civico 140 di viale della Regione, una strada molto trafficata che taglia in due San Giovanni La Punta, uno dei paesi dormitorio della cintura dell’Etna.

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Roberto Russo è stravolto dai rapporti tumultuosi che ha con sua moglie, che da ieri, così come avveniva ormai da qualche giorno, non dormiva più col resto della famiglia. Forse spinta dalla gelosia, la donna Giovanna Zizzo 43 anni, aveva intuito le attenzioni di suo marito verso qualche altra donna e così aveva abbandonato casa.

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Una decisione che ha sconvolto la mente di Roberto Russo, ex dipendente Aligrup, che ha afferrato due grossi coltelli da cucina e si è avventato sulle due figlie Laura e Marica, 12 e 14 anni che dormivano con lui nel letto matrimoniale. La più piccola è quella che ha avuto la peggio, le ferite all’addome e al torace le sono stati fatali malgrado un tempestivo intervento dei medici del 118. Marica invece svegliata dalle grida della sorellina è riuscita a scendere dal letto e ad attenuare la violenza del padre che l’ha ferita, ma di striscio (la ferita più grave un’arteria tranciata con una coltellata).

Roberto Russo preso dallo sconforto, intuito quello che aveva fatto, colpito dal rimorso si conficcato un coltello all’addome. Ferito e sanguinate è uscito dalla stanza da letto e ancora in preda alla follia si è avventato contro gli altri due suoi figli Emanuele di 17 e Andrea di 22. Sono stati loro, nel lungo corridoio della casa e dopo una colluttazione a disarmarlo e a chiamare il 118. Quando le ambulanze sono arrivate in via della Regione, dove al secondo piano di una palazzina al numero 140 abita la famiglia Russo, Laura respirava ancora.

La dodicenne è stata caricata su una lettiga ed è partita la corsa verso l’ospedale “Cannizzaro”. Ma la ragazzina è deceduta durante il tragitto. Nello stesso ospedale è stato operato e poi ricoverato Roberto Russo, in stato di fermo per omicidio aggravato, come disposto dal sostituto procuratore Agata Santonocito, che coordina le indagini. Non è grave, e non è in pericolo di vita. Prognosi riservata per la quattordicenne Marica, ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Garibaldi”.

Roberto Russo lavorava in un’azienda della grande distribuzione del gruppo Despar, ma un paio di anni fa, a causa di esubero di personale, era stato licenziato e non aveva più trovato un impiego. Ultimamente si guadagnava da vivere facendo il venditore ambulante. I vicini ne parlano come di un uomo molto legato alla sua famiglia. La crisi coniugale che dopo 23 anni di matrimonio minacciava l’integrita’ familiare potrebbe aver fatto scattare la follia nella mente del disoccupato Una lucida follia visto che Roberto prima di compiere il folle gesto ha scritto un biglietto di scuse. Le ha rivolte ai suoi familiari.