Dagli ultimi dati Istat, alle valutazioni della Corte del Conti, “la situazione della Sicilia si conferma in tutta la sua gravità e con essa l’immobilismo di un governo regionale che non riesce a risolvere i problemi e continua a fare finta di non vedere”. Lo sostiene la Cgil che ha presentato oggi in una conferenza stampa le proprie analisi sull’ economia, l’occupazione, le finanze della regione. Prendendo lo spunto da quelli che la segretaria generale, Mariella Maggio, ha definito “dati drammatici”, per mandare a dire al governo regionale che “c’è nell’isola una situazione grace – ha sottolineato la sindacalista- una bomba a orologeria che in assenza di politiche adeguate rischia di scoppiare”. I numeri del centro studi della Cgil parlano chiaro:disoccupazione a quota 15,2% , (Italia 8,6%); tasso di occupazione del 42,3% (Italia 56,8%); 38,2% dei giovani che non ha occupazione, ne’ studia, ne’ frequenta corsi di formazione (Italia 24,5%); tasso di inattività delle donne del 46,1%. Inoltre aumento della cassintegrazione negli ultimi due anni del 156%, di quella in deroga del 267%; tra i comparti in crisi l’edilizia che nei primi 5 mesi del 2011 ha visto crescere la cassintegrazione straordinaria del 162%. “A fronte di tutto questo- ha affermato la Maggio- la spesa della regione cresce, aumenta l’indebitamento e si continua non fare investimenti, ne’ a proporre adeguate politiche per il lavoro. I pochi investimenti programmati anzi- ha sottolineato la sindacalista- sono legati perloppiù a risorse, i Fas, che non si sa se arriveranno”. Sono invece proprio gli investimenti che la Cgil chiede alla regione. “Investimenti nella sanità, ad esempio- ha rilevato Maggio- perchè i cittadini comincino ad accorgersi che il piano di rientro non è stato solo sacrifici ma miglioramento del sistema e possibilità di fruire del diritto alla salute, cosa che oggi non avviene. Investimenti – ha aggiunto- per un piano per il lavoro che ridia fiducia ai giovani”. Ma dove recuperare le risorse necessarie? “Rileggendo seriamente- ha sostenuto Maggio-e rivisitando il bilancio della regione, liberando risorse”. Cosa che, ha sottolineato la segretaria della Cgil, “porterebbe alla luce ad esempio che appena il 15,2% della spesa per investimenti è attivata e ben 11,7 miliardi sono andati in economia (non impegnati)”. Se delle risorse per investimenti disponibili la regione impegna appena il 25% “i pagamenti sono poi- rileva la Cgil- nell’ordine del 15,2%. A questo si aggiunge la crescita del 25,4% nel 2010 dei residui passivi”. “Nelle pieghe del giudizio di parifica- ha affermato Maggio- sono contenuti tutti questi dati, che confermano le nostre analisi, e dovrebbero essere da stimolo al governo regionale, piuttosto alla polemica infruttuosa, a una inversione di rotta. Come non vedere , ad esempio, che anche nella sanità si è entrati nel circuito vizioso dell’indebitamento, con aziende ospedaliere che hanno debiti per 4 miliardi, crediti nei confronti della regione di 3 miliardi e che ricorrendo agli anticipi di tesoreria continuano a fare lievitare i costi della spesa sanitaria”. L’analisi della Cgil si sofferma anche sul costo della burocrazia regionale, che “ ingessa il bilancio” e che grava sui siciliani per 204 euro procapite a fronte dei 13 della Lombardia, per dire che “occorre pensare a processi di snellimento attraverso il decentramento ”. Ma punta il dito anche contro gli incarichi e le consulenze esterni. “Per risolvere il problema della progettazione per i fondi Ue- ha detto la Maggio- anzicchè ricorrere a professionisti esterni si pensi piuttosto alla riqualificazione, attraverso le Universita’, del personale interno all’amministrazione che si occupa dei bandi comunitari”. Quanto al lavoro la Cgil critica quella che definisce la “politica degli stage” che “potrebbe far crescere il bacino dei soggetti precari, senza risolvere alcunche’”. Un messaggio dalla Cgil anche ai partiti del centro sinistra: “Tutti- ha detto Maggio- devono avere la capacita’ di una grande assunsione di responsabilita’ rispetto ai problemi aperti”. Rivisitare il bilancio, per la Cgil, significa dunque “liberare risorse per investimenti, fare un’operazione trasparenza che porti a eliminare sprechi, prebende e privilegi, per muoversi verso un bilancio sociale, basato cioe’- ha sostenuto la segretaria della Cgil- su un programa chiaro, spese certificate e valutazione sul raggiungimento degli obiettivi”. Un appello alla Regione infine: “Quali che siano le ricadute della manovra nazionale, non toccare la spesa sociale, gia’ messa a dura prova da bilanci comunali in molti casi in area di dissesto economico”.

(gc)