La Sicilia del mare si scopre virtuosa nella gestione dei fondi europei. Il buon esempio arriva dal mondo della pesca siciliana, che proprio in questi mesi sta affrontando una delle crisi più difficili di sempre.

“La congiuntura internazionale incide sui consumi, anche su quelli alimentari – spiega Titti Bufardeci, assessore alle Risorse agricole della Sicilia – ma il contesto del settore è aggravato dalle nuove regole europee, in termini di tutela ambientale e sicurezza, che hanno creato gravi restrizioni ai nostri pescatori”.

Per contrastare il possibile declino di una tradizione che lega uomo e mare, la Sicilia ha a disposizione le risorse del Fep, il fondo europeo per la Pesca. Il Fep si articola in una serie di assi prioritari e misure attuative dei singoli interventi. Il piano finanziario è stato definito per l’intero periodo di programmazione, che comprende gli anni che vanno dal 2007 fino al 2013.

Lo stanziamento assegnato alla Regione siciliana è di poco più di 151 milioni di euro, metà a carico dell’Unione europea, mentre la rimanente quota è coperta tra risorse nazionali (40 per cento del totale) e regionali (10 per cento del totale).

“Con queste risorse dobbiamo compiere un salto di qualità – afferma Bufardeci – affinché le nostre flotte siano competitive a livello internazionale. A tre anni dalla chiusura del ciclo di programmazione, e’ il momento di tracciare un primo bilancio: i dati del dipartimento regionale della Pesca, diretto dal dirigente generale Gianmaria Sparma, indicano in 88 milioni di euro le risorse gia’ messe a bando”.

Fonte: Adnkronos