Il comunicato della presidenza è congiunto. Come ci tiene a precisare il capogruppo del Pd all’Ars, Baldo Gucciardi. “Sì, si – rimarca – è stato diffuso dalla presidenza ma è concordato con me e con Lupo. Il dato importante è quello delle dimissioni del presidente Crocetta dal gruppo del Megafono all’Ars per aderire a quello del Pd. Mi pare molto importante”.

Un segno che considerate concreto della riapertura del dialogo. Insomma il governo Crocetta non cade domani.

“Ma no, nessuno ha mai pensato di sfiduciare in aula il presidente. D’altronde commentavo poco fa, off record, si è mai visto un gruppo parlamentare che esprime il presidente che lo sfiduci? Io da domani sarò capogruppo di un partito dove è iscritto il governatore. Inimmaginabile. Nemmeno i più esperti di politica potrebbero capire una cosa simile”.

E le altre questioni sul tavolo? Il rimpasto? Il percorso parlamentare dei disegni di legge governativi?

“Sta scritto nel comunicato. L’incontro di oggi è servito a riaprire il tavolo del confronto. Parleremo approfonditamente di tutto quanto è necessario per rafforzare l’azione di governo e per condividere le scelte insieme alla maggioranza e al partito che rappresenta la forza più importante nella maggioranza, ovvero il Pd”.

Tutto in itinere insomma. Ma questa nuova posizione dialogante è sufficiente a rassicurare l’assessore all’Economia, Luca Bianchi che sembrava a un passo dalle dimissioni vere e non solo annunciate?

“Anche di questo parleremo. Noi abbiamo fiducia in Bianchi”.

Si, ma nel frattempo in prima commissione al’Ars due vostri deputati, Alloro e Rinaldi si sono dimessi. E non sembra esattamente un gesto conciliante nei confronti del governatore.

“Lo scontro in prima commissione è un po’ più ampio e non riguarda le posizioni dei singoli partiti. Il Pd non ha mai preso una posizione su quanto accaduto con Forzese. D’altronde delle dimissioni di Rinaldi e Alloro non sapevo nulla. Potrei dire che si tratta di scelte personali e comunque non inficiano i rapporti nella maggioranza. Vale la pena ricordare che si sono dimessi anche due deputati dell’Udc. La questione evidentemente travalica gli equilibri fra i partiti della coalizione ma riguarda proprio la figura di Forzese”.

edd