Sono pronti a tutto il 2200 lavoratori dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Giovedì, infatti, le tute blu insieme agli operai dell’indotto del polo industriale palermitano partiranno alla volta della Capitale in occasione dello sciopero nazionale indetto dalla Fiom Cgil.

Il corteo, al quale parteciperanno non soltanto i lavoratori Fiat ma anche tutti i dipendenti del settore automobilistico, dei trasporti di tutto il Paese, partirà alle 9,30 da piazza Esedra e si dirigerà verso la sede del ministero dello Sviluppo economico. Una manifestazione, quella di venerdì, per chiedere al governo nazionale una risoluzione della vertenza Fiat di Termini e un impegno concreto del governo per lo sviluppo del settore automobilistico.

Ad oggi le tute blu rimangono in balia di e proposte poco fattibili. Nessuna convocazione è giunta da parte del presidente della Regione Rosario Crocetta: “Non abbiamo nessuna notizia da parte della Regione – dichiara a BlogSicilia Roberto Mastrosimone, segretario regionale Fiom Sicilia -. La convocazione era prevista per il 9 giugno, oggi è il 25 e non abbiamo notizie. La manifestazione di venerdì è un momento molto importante per noi. Chiediamo al ministro e al presidente del Consiglio di intervenire per la revoca dei licenziamenti e per un investimento serio per Termini”.

I 2200 operai dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, che insieme ai lavoratori dell’indotto costituiscono un bacino di circa 3 mila lavoratori, attendono ancora risposte sul processo di reindustrializzazione del polo termitano.  Nessuna proposta concreta è stata ancora avanzata per il rilancio dello stabilimento e dell’indotto e nessun piano industriale è stato presentato. Dopo la proposta di Dr Mortor, la casa automobilistica molisana che doveva operare in partnership con Chery, colosso dell’auto cinese, poi bocciata dal ministero, oggi per l’ex Fiat di Termini solo parole.

“Lo spettro dei licenziamenti previsti per fine anno – dichiara Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese – impone un deciso cambio di passo. Posso assicurare ai manifestanti e ai termitani che mi sto muovendo con tutte le mie forze e con tutti i mezzi a mia disposizione per far sì che le istituzioni centrali e regionali siano sensibili, attente e attive nella ricerca di una soluzione condivisa per superare la grave crisi che stiamo attraversando.”

Altro problema è la cassa integrazione in deroga che scadrà il 31 dicembre prossimo per la quale i lavoratori chiedono il prolungamento: “Vogliamo riaprire il tavolo con il ministero. Nessuno stabilimento deve essere chiuso in Italia. Tutta la Fiom si stringe intorno ai lavoratori di Termini Imerese”.