“L’Amam (azienda idrica messinese)  non ha fatto abbastanza per assicurare in tempi accettabili un decente ripristino del servizio”.

L’attacco è dei consumatori del Codacons, che chiedono le dimissioni sia del presidente della Regione Rosario Crocetta che dei vertici dell’azienda. Secondo il vice presidente regionale Antonio Cardile e il segretario nazionale Francesco Tanasi “non basta dire, come fatto da Crocetta, che la Regione sta seguendo ‘una situazione disastrosa della distribuzione idrica dell’acqua che si basa su un sistema arcaico’, ma occorre che anche la Regione Siciliana riconosca che le proprie responsabilità in materia ambientale e di cura del territorio”.

Tanasi invoca l’intervento della magistratura “per chiarire le responsabilità dell’accaduto” e si chiede perché il Presidente del Consiglio Renzi “in piena emergenza non venga in Sicilia per rendersi conto della gravita’ della situazione attuale e di quanto accaduto”.

“I cittadini – sostiene – vogliono capire perché i tubi si rompono continuamente. Siamo in presenza di manovre sbagliate? Dell’utilizzo di materiale scadente? O di errori umani nella collocazione o manutenzione di tubazioni ed impianti?”.

“L’azienda idrica messinese – afferma invece Cardile – inoltre non rammenta che nei primi quattro-cinque giorni dell’emergenza, mentre i cittadini affrontavano serissimi problemi, l’Amam dichiarava che la situazione era sotto controllo finché non è stato, di fatto, commissariata prima dalla Prefettura ed ora dalla Protezione Civile”.

“L’emergenza – dice – è stata gestita male e i governi nazionale e regionale hanno compreso la gravità di quanto accadeva a Messina solo la ‘rivolta’ innescata dai social network”