Se la crisi mondiale e italiana pesa sul groppone dei lavoratori, tanto da chiedere l’ennesima tirata di cinghia mettendo tutti a dieta, c’è un comparto che non subisce come dovrebbe l’onda d’urto.

È il mondo del calcio, che a colpi di “waka waka” ha rinverdito sempre più la propria economia. Un giro d’affari miliardario che ha celebrato l’era del marketing strumentalizzando anche la miseria africana.

This time for Africa? No, this time for Blatter and Company.

Mentre a Pomigliano si votava per la produzione della Panda, alle condizioni dettate dalla Fiat… E mentre Termini Imerese avverte gli ultimi spasmi di vita… La Spagna, neo-regina del mondo, esulta ed elargisce 600 mila euro di premio vittoria a testa, per ogni calciatore della rosa.

Mentre la legge bavaglio distrugge l’unico sprazzo di libertà d’espressione, in Italia si discute su un adeguamento d’ingaggio per Maicon e Milito (a quest’ultimo è già stato concesso).

Per carità, ciascuno è liberissimo di pagare i propri dipendenti come meglio crede… Tuttavia le uniche proposte serie da parte del Governo sono rimaste in realtà soltanto idee nebulose.

Porre un tetto agli ingaggi di calciatori, ma anche di manager, dirigenti, ministri, magistrati e politici.

Già, i politici.

Gli stessi che ingrassano quando il dipendente pubblico dimagrisce per la fame.

Un senatore della Repubblica lavora in media 11 ore a settimana, contro le 36/38 ore di un impiegato pubblico.

La paga per i primi supera i 153000 euro mensili (tra rimborsi, stipendio e vitalizi); mentre per gli impiegati è mediamente di 1200 euro (con ritenute altissime).

Se si pensa poi al fatto che certi “ministri” sono lì a far la muffa o, come spesso accade, a formire come ghiri… La rabbia aumenta.

Bossi e Castelli, per esempio, sono ufficialmente ministri della Repubblica Italiana… Ma ai fatti sono due eversivi, pluricondannati per vari reati, che mirano alla scissione dell’Italia (riempiendola di insulti).

Brunetta è il più fannullone, nonostante percepisca 5 stipendi, ed è diventato famoso per la lotta ai fannulloni della P.A.

Ci ha provato anche Brancher, per il quale avevano inventato un nuovo ruolo ministeriale (alla faccia della semplificazione), perchè si potesse poi appellare al Legittimo Impedimento dopo appena una settimana dalla nomina.

BERLUSCONI!

Già da solo basterebbe il cognome per spiegare tutto.

È l’esempio di imprenditore sul lastrico che decide di scendere in campo per fare i cavoli suoi e quelli della propria prole!

All’estero lo vedono per quello che è, non per quello che fa apparire grazie alle proprie televisioni (QUI; QUI; QUI etc.. etc..).

Avevo l’esigenza di dire queste cose, prima che il DDL Alfano ci metta definitivamente in galera!