Domani migliaia di imprenditori manifesteranno a Roma, a piazza del Popolo, al grido: “Senza impresa non c’è Italia, riprendiamoci il futuro”. Una mobilitazione promossa da Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, che parte dalla Sicilia, una delle regioni più colpite dalla crisi.

L’Isola negli ultimi anni ha versato lacrime e sangue. Sono migliaia le imprese che hanno chiuso i battenti, un fenomeno questo che si trascina dietro una disastrosa disoccupazione giovanile. Ora proprio la Sicilia, insieme alle categorie produttive del resto del Paese, chiede una svolta concreta nella politica economica dell’Italia.

“Vogliamo ricordare al Governo che si andrà a costituire – spiega Filippo Ribisi, presidente regionale e componente nazionale dell’esecutivo di Confartigianato – che l’attività produttiva in tutti i settori economici ha subito una forte contrazione negli ultimi cinque anni, che la ricchezza prodotta dal Paese è diminuita del 9% e quella pro-capite si è ridotta dell’11,1%. Anche il valore aggiunto dell’industria si è ridotto del 19,5% e l’occupazione ha subito una contrazione di oltre 1 milione di unità”.

Dati allarmanti, quelli portati alla luce da Confartigianato, ma non finisce qui. “In termini percentuali- prosegue Ribisi- la disoccupazione è raddoppiata passando dal 6,4 al 12,7% (1,2 milioni di disoccupati in più) e quella giovanile, in Sicilia, è arrivata al 50%. Ogni giorno nel Paese chiudono mille imprese. Vogliamo che il 2014 sia veramente l’anno della svolta”.

Gli industriali chiedono di andare oltre al sentiero dell’austerità, con azioni che rilancino realmente l’attività economica. Più nel dettaglio, tra le proposte al Governo ci sono: riformare gli assetti istituzionali e garantire la governabilità, la ripresa di un dialogo con le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori da parte delle istituzioni e la destinazione delle risorse derivanti dalla lotta all’evasione e dalla “Spending Review” alla riduzione della pressione fiscale generale.