Rosario Crocetta è allo stesso tempo conciliante e battagliero subito dopo l’approvazione della tanto attesa riforma delle Province. Rivendica con orgoglio quello che definisce un “fatto storico” durante la conferenza stampa, ringrazia i deputati dell’opposizione dell’Ncd, decisivi, con la loro presenza in Aula pur astenendosi, per l’approvazione del disegno di disegno di legge e non risparmia una bacchettata al premier Matteo Renzi, elencando al contempo i risultati ottenuti dal suo governo.

“La riforma delle Province appena approvata in Aula non è una legge da Domenica in,  – ha detto Crocetta nella sala stampa dell’Ars – è una legge che avevo già previsto nel mio programma elettorale. Devo raggiungere dei risultati e fare un patto di lealtà nei confronti del popolo siciliano per fare le riforme. Sono disposto a farle anche con chi attualmente è all’opposizione”.

E approfitta di una domanda sulla dichiarazione del premier Renzi, che ha messo sull’avviso che senza risultati è meglio andare al voto, per bacchettarlo. “Ha ragione, però qualcosa della Sicilia non la conosce fino in fondo”. E subito dopo ha elencato le cose fatte in questi anni: “Siamo stati la Regione che ha fatto di più, solo che il peso del passato si sente. Guai a cristallizzare la storia, però noi siciliani non abbiamo lavorato per rendere più noti fatti importanti. Non vogliamo elemosine, né che qualche leghista dica che ce le fanno”.

“La maggioranza di Governo ha dimostrato compattezza ed elasticità in un rapporto che si è dimostrato proficuo con il Parlamento siciliano”. Queste le parole dell’assessore regionale per le Autonomie locali, Giovanni Pistorio, “Con  la riforma approvata-  spiega-  pensiamo di avere messo in sicurezza tutto il personale delle ex Province, compresi i precari per i quali, nei limiti delle disponibilità residue viene estesa l’erogazione del contributo regionale al 100 per cento già previsto nell’ultima finanziaria per i comuni in dissesto”.