“Il futuro di questa legislatura dipende dalle vostre scelte, spero non condizionate da Roma”. Così il governatore Rosario Crocetta all’Ars si è rivolto ai deputati durante io suo intervento a Sala d’Ercole. Un discorso che ha provocato una serie variegata di reazioni dai diversi gruppi parlamentari. Mentre il Pd cerca di trovare il modo di ricucire lo strappo con il governatore, Musumeci e Forza Italia si scagliano contro la maggioranza e Pid ed Ncd chiedono elezioni in primavera.

Antonello Cracolici, appena tornato alla guida dei democratici all’Ars, sceglie la via della mediazione:”Oggi per noi si apre il secondo tempo, la ferita provocata dobbiamo fare in modo che si rimargini al più presto, anche se non è facile. Come primo passo dobbiamo valutare gli errori commessi e cercare di capire se siamo capaci di invertire radicalmente la rotta”. E riguardo la presunta intercettazione della telefonata tra Crocetta e il medico Matteo Tutino, Cracolici dichiara: “Mi chiedo non se sia vera e se così non fosse, mi chiedo ancora oggi perché è stata costruita questa patacca. Qual è l’obiettivo. Perché si voleva creare un fatto così eclatante alla vigilia del 19 luglio, portare lo scalpo di un presidente della Regione che rappresenta nel Paese uno dei simboli della lotta alla mafia”.

Nello Musumeci invece sottolinea la distanza esistente tra il governatore Crocetta e la sua maggioranza parlamentare. “Non hanno difeso la sua rivoluzione, ma solo la propria poltrona. Noi riteniamo che questa esperienza sia conclusa, definitivamente. Qualcosa è saltato: 37 assessori in 33 mesi, i bandi fermi, le nomine solo per fedelissimi e paesani, la Formazione, il Piano giovani, gli enti inutili, il precariato”. Ma non risparmia un attacco frontale anche la governatore: “Siamo di fronte a una frattura insanabile tra la presidenza della Regione e il popolo siciliano. Leimi ricorda Luigi XVI che aveva sottovalutato la rivoluzione francese. Questo è il momento delle scelte responsabili, che solo lei può compiere. A noi la vicenda dei nastri, gravissima, non interessa in questa sede. La nostra condanna politica l’abbiamo espressa già da tempo, quando abbiamo capito che lei è inadeguato a questo ruolo. Lasci, presidente. La smetta con questa ribellione, prima che la ribellione arrivi dalla piazza. Poniamo un limite a questa tragicommedia”.

Un attacco al Pd arriva anche dal coordinatore di Forza Italia in Sicilia Vincenzo Gibiino. “Quanto sta accadendo nel Pd siciliano dimostra ancora una volta l’incapacità del partito di Matteo Renzi di liberarsi dei propri mali interni e di agire per il bene dei cittadini. Un insulto ai siciliani, che chiedono invece risposte concrete sui temi dell’economia, dell’occupazione, del rilancio della nostra Isola. Il Pd, che non ha ancora preso coscienza della debacle alle amministrative, continua a voltare le spalle alle famiglie e alle imprese rimanendo totalmente prigioniero di se stesso”.

Pensa al ritorno anticipato alle urne il coordinatore dell’Ncd in Sicilia, Francesco Cascio, che ha chiesto al governatore della
Sicilia Rosario Crocetta di convocare, insieme al presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone, i partiti per
concordare l’exit strategy “in modo da andare a votare in primavera”.

Anche Totò Cordaro, capogruppo di Grande Sud Pid, vuole le dimissioni del governatore: “Lei ha al governo l’ex segretario regionale dell’Udc. Mi sarei aspettato oggi un cronoprogramma e una data per rassegnare le sue dimissioni e tornare a parlare di elezioni. Con un atto di sobrietà che impone il momento così drammatico”.