“Chi viene eletto governa e non abbandona la nave quando è in difficoltà. Trovo allucinante, vigliacchesco e politicamente scorretto sottrarsi alle proprie responsabilità quando sappiamo tutti che i problemi della Sicilia derivano da una gestione fallimentare ininterrotta dal Dopoguerra a oggi e nessuno, ne’ nella maggioranza e ne’ nelle opposizioni, ha invocato la sfiducia o le dimissioni di coloro che producevano buchi di bilancio attraverso le truffe sulle assicurazioni, sul patrimonio immobiliare, sul sistema delle partecipate, sull’Irfis, sulla gonfiatura artificiosa della macchina ‘assumi-tutti” a ogni finanziaria per soddisfare le voglie rapaci delle clientele. Chi è stato zitto in passato o complice ha il dovere di tacere”.

Risponde così alle opposizioni ma anche al deputato del Pd Fabrizio Ferrandelli che propone dimissioni di massa per mandarlo a casa, il governatore Rosario Crocetta

Il governatore affida all’agenzia di stampa Ansa la sua replica “Negli ultimi due anni abbiamo cambiato rotta, eliminando sprechi e parassitismi
imponendo una dieta rigorosa a coloro che in modo rapace hanno mandato in dissesto la Sicilia”. E accusa: “Non è un minuetto rinascimentale quello che si sta celebrando in Sicilia ma uno scontro di potere senza precedenti, da cui dipende la salvezza della nostra isola”.

E rivolgendosi al deputato del Pd Fabrizio Ferrandelli nello specifico dice: “Chi vigliaccamente vuole fuggire o pensa sotto mentite spoglie di riciclare il vecchio sistema di potere avrà la dura opposizione del popolo siciliano che vuole una Sicilia che si metta a posto e chiede di non essere abbandonata al proprio destino”.

“La Sicilia – insiste Crocetta – ha bisogno di tutto tranne che di instabilità politica, ha bisogno di coesione e di collaborazione tra parti sociali e politica. Quali sono le scelte che si rimproverano a questo governo? Avere tagliato 2,7 miliardi di sprechi? Avere denunciato il malaffare?
Avere aumentato la spesa dei fondi Ue a livelli mai toccati? Avere sbloccato le opere pubbliche? E’ troppo facile governare quando si agisce con una spesa illimitata, è un po’ più difficile quando si impone il rigore e dentro questo rigore si garantisce comunque la tenuta sociale. Quale Regione europea ha un esercito di 50 mila precari? Negli ultimi due anni ci sono stati tre rimpasti, decisi sempre con la coalizione. Ma il tema non è questo, ma le ambizioni personali smisurate, questo si’ che destabilizza”.