“Ridicoli, non ci sono altri aggettivi. Crocetta e il Pd si confermano la zavorra che ancorerà per sempre quest’isola al fondo del mare. Mentre arriva la seconda conferma dalla Corte Costituzionale che la Sicilia aveva diritto ad incassare dallo Stato le somme dei contenziosi cancellati per un piatto di lenticchie dall’illuminato presidente, Faraone prova ad incantare gli allocchi raccontando di passi in avanti nella trattativa Roma-Regione, fatta con tanto di cappello in mano, per avere soldi nostri da Renzi. Un altro dei mille motivi per mandare a casa questo governo, se solo i deputati dell’Ars provassero a scollarsi dagli scranni e ad agire nell’interesse dei siciliani e non solo nel proprio”.

I deputati M5S all’Ars commentano così gli ultimi sviluppi relativi ai disastratissimi conti della Regione, che tengono col fiato sospeso l’intera isola, “costretta a guardare agli aguzzini romani come salvatori”.

“Dopo la Lombardia – dicono i deputati – la Sicilia contribuisce più di tutti al risanamento dei conti dello Stato. Non solo, lo Stato incamera parte del gettito delle imposte che dovrebbe rimanere in Sicilia, per non parlare dell’aumento della compartecipazione dell’isola alla spesa sanitaria non compensato, come dovrebbe essere, con parte delle somme derivanti dalle accise sui prodotti petroliferi. Con tutte queste somme la Sicilia potrebbe affrancarsi dal gioco romano e invece ci tengono al guinzaglio, grazie ai luogotenenti di Renzi e a politici che guardano solo al proprio tornaconto e a come spalmare il Bostik sullo scranno per rimanerci incollati a dispetto di tutte le turbolenze che si potranno scatenare da qui al 2017, a partire dalla mozione di sfiducia della settimana prossima”.

“Mentre i comuni lottano quotidianamente per garantire servizi essenziali ai cittadini nonostante i tagli regionali, apprendere che la Regione perde quei miliardi di euro che la Corte costituzionale le riconosce come diritto è solo una l’ulteriore conferma dello stato di calamità istituzionale in cui versa la nostra isola.”

Lo dichiara il Sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando, apprendendo della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dato ragione alla Sicilia e al Trentino su alcuni contenziosi con lo Stato, ma i cui effetti sono vanificati da un accordo sottoscritto dal Presidente della Regione.