“Qualsiasi dibattito sul commissariamento della Regione è inesistente. E’ inutile pertanto che qualcuno coltivi questa pia speranza illusoria. La legge Monti del 2013 che prevedeva il commissariamento delle Regioni è stata dichiarata incostituzionale con riferimento proprio a quelle a statuto speciale”.

“Il commissariamento pertanto non può avvenire né per via amministrativa né per legge ordinaria ma soltanto con una modifica della Costituzione – aggiunge Crocetta – E la Costituzione al momento prevede il commissariamento della Sicilia solo in caso di grave violazione dello Statuto autonomo, insomma per alto tradimento e comportamenti eversivi. E’ inutile quindi accanirsi – conclude – in un dibattito che non
esiste”.

La dichiarazione è di quelle che non ti aspetti. L’ha rilasciata ieri il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Che dire? bene! Finalmente il presidente della Regione ha studiato lo Statuto siciliano e si è accorto di cosa dice e di quanto vale a livello normativo. Insomma Crocetta si è improvvisamente accorto che esiste una gradazione delle fonti normative. Che lo Statuto ha valore costituzionale e non può essere modificato con una legge ordinaria o con un decreto. Un grande passo avanti.

Crocetta, è inutile negarlo, ha ragione! Quasi del tutto. l’unico elemento incerto nella sua dichiarazione è l’interpretazione della grave violazione dello Statuto. Per il Presidente della Regione può essere inteso solo come un atto eversivo ma per anni i giuristi hanno, invece, discusso del fatto che l’eventiualità di non presentare un bilancio nei termini fosse essa stessa una grave violazione dello Statuto.

Ma lasciando ai giuristi le questioni prettamente tecniche bisogna ammettere che il Commissariamento della Sicilia, così come ci hanno insegnato fin dai tempi dell’Università, è cosa quasi impossibile grazie alla previdenza de padri fondatori.

Crocetta (e Ardizzone) dimenticano una sola cosa. il passaggio inserito nel Def con il quale si introduce proprio la possibilità di rimuovere sindaci e governatori le cui amministrazioni siano in default. Certamente una norma messa lì pensando ai sindaci e alle regioni a Statuto ordinario e non applicabile nei confronti di uno Statuto Speciale. Ma il pareggio di bilancio, la stabilità e così via non sono stati inseriti in Costituzione con le ultime riforme?

Una forzatura, certamente! Ma una forzatura, è inutile negarlo, è stata anche la sentenza della Corte Costituzionale che poco meno di un anno fa ha di fatti svuotato il Commissario dello Stato dei poteri di controllo sulla Regione siciliana. Una vicenda che la Corte sollevò autonomamente avanti a se stessa e che risolse decidendo che nell’interesse della Sicilia era opportuno equipararla alle regioni a statuto ordinario per il controllo altrimenti lo Statuto Speciale le si sarebbe rivoltato contro diventando un peso invece che una opportunità. Un concetto replicabile?

Il clima politico anti Statuto c’è tutto, la tendenza giuridico costituzionale anche. In tanti, in troppi auspicano che il commissariamento arrivi. Non siamo fra quelli perché sarebbe uno smacco per la Regione non solo un marchio d’infamia politico amministrativa per il governatore.

L’auspicio è che questa ritrovata verve si traduca in atti concreti per la Sicilia, nel rispetto delle fonti normative non solo quando si parla di Costituzione e Statuto ma evitando anche di intervenire con decreti a parziale modifica di leggi e così via. Insomma Presidente il diritto di questo tempi viene calpestato e piegato a propria misura, uso e consumo spesso grazie a sentenza compiacenti. Ora che ne ha scoperto il valore lo applichi in ogni atto del suo governo: sarà una garanzia anche per Lei.