Il dubbio sabato scorso, quando il commissario dello Stato in un primo pomeriggio agostano irrompe nella scena con la sua impugnativa lunga 37 pagine, era questo: sono in ferie portavoce e addetti stampa o sono proprio i politici ad aver staccato telefono e cervello?

Già perché dopo i giorni infuocati della battaglia a colpi di tweet e smentite fra il leader dell’Udc, Gianpiero D’Alia il presidente Crocetta, il segretario della Cisl, Maurizio Bernava e il presidente degli industriali siciliani, Antonello Montante scoppiato proprio attorno alla qualità della manovra finanziaria, ci si aspettava una ridda di commenti, di dure prese di posizione, di ultimatum che non lasciassero scampo al governatore. Invece, per la cronaca e per la precisione, il primo e unico commento ufficiale della giornata di sabato è arrivato intorno alle otto di sera dal M5S e il giorno dopo dai due coordinatori di Ncd, Francesco Cascio e Giuseppe Castiglione (peraltro entrambi papabili ad una candidatura per la guida della Regione quando Crocetta andrà a casa).

Allora delle due l’una: o la pupiata attorno alla schifezza della manovra ter era una pupiata, appunto. O qualcosa, sotterraneamente si muove. Serpeggia, si alimenta, cresce. Una strategia, insomma.

La prima ipotesi, quella della pupiata, resta la più credibile, in attesa che qualcosa si muova. Persino volendo interpretare i motivi che hanno indotto il commissario dello Stato a impugnare 21 articoli della finanziaria regionale. Ci sono ripetuti passaggi in cui Carmelo Aronica sottolinea come le norme siano la reiterazione  di altre già sotto ricorso e procedura anticostituzionale dell’ufficio del rappresentante dello Stato in Sicilia. Allora o il presidente Crocetta e l’assessore Agnello sono dei dilettanti oppure, forse, in questa reiterazione c’è una precisa volontà. Con quali risultati ed effetti finali appare, in questo momento, incomprensibile. Ma il fragoroso silenzio dei commentatori ‘nemici’ del governatore, i golpisti o quanto altro possibile di cospirativo contro il presidente Crocetta, potrebbe confermare la direzione. Che poi è gattopardesca: cambiare tutto per non cambiare niente o se preferite, criticare tutto per non cambiare niente.

Il redde rationem, va da se, ci sarà. Non oggi, non nel mese di agosto. Fa caldo.