Lo aveva fatto con i suoi “compagni” di partito: Luigi Cocilovo e pure Antonello Cracolici, indicandoli come parte “oscura” del Pd. Lo ha ripetuto ieri al congresso dei Democratici e riformisti siciliani, il movimento animato da un altro esponente democratico, l’ex ministro Salvatore Cardinale. Ha puntato il dito, mentre parlava dal banco degli oratori, contro Riccardo Savona, presidente della commissione spending review dell’Ars, quella che ha partorito in un pomeriggio il ddl che prevede una decurtazione percentuale dello stipendio dei parlamentari mantenendo agganciati agli emolumenti del Senato – unico caso in Italia fra i consigli regionali – quelli dei deputati siciliani.

Ma il motivo non sarebbe quello della proposta di legge sbrigativa e discutibile che non recepisce il decreto Monti. Il motivo è un altro:  “In questa sala c’è’qualcuno che non ci deve stare e deve uscire immediatamente”, ha detto Crocetta. A quel punto Riccardo Savona si è alzato, fra gli applausi generali all’indirizzo del governatore, e ha abbandonato il congresso. Savona è stato intercettato dalla Dia mentre parlava al telefono di affari con Vito Nicastri, l’imprenditore considerato il “re dell’eolico” e vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro.

Sembrerebbe questo il vero motivo della cacciata tanto che dopo Crocetta ha spiegato: “La lotta alla mafia e alle connivenze è alla base della mia azione di governo. Savona ha capito che non c’è più trippa per gatti” come ha detto all’Ansa.

Ex presidente della commissione Bilancio dell’Assemblea nella precedente legislatura, Savona è tra i deputati più longevi del Parlamento siciliano, alla sua quarta legislatura. Ex Udc, è stato eletto nella lista di Grande Sud, in appoggio a Gianfranco Micciché, sconfitto nella corsa a governatore, poi transitato nel gruppo Misto e quindi approdato nei Drs, formazione nata pochi mesi  fa. Attualmente è tesoriere del gruppo parlamentare che sostiene il governo Crocetta.

Non manca la replica del deputato Drs: “Quest’oggi l’edizione palermitana del quotidiano ‘La Repubblica’, ha riproposto – ancora una volta, per l’ennesima volta – un articolo nel quale si narra di miei rapporti con l’imprenditore trapanese Vito Nicastri. Credo valga la pena ricordare a chi finge di non saperlo, che la vicenda risale a parecchi anni addietro, che nel merito l’Autorità Giudiziaria ha svolto approfondite indagini e che mai – dico mai – sono stato oggetto di processi giudiziari sul caso in questione”.

“Lascia pensare – aggiunge il parlamentare – che una notizia così datata nel tempo, di molto precedente alla mia adesione al Gruppo dei Democratici e Riformisti ed alla mia recente nomina nel delicato ruolo di Presidente della Commissione spending review, venga adoperata soltanto adesso per ledere la mia immagine ed il mio ruolo nella Istituzione Parlamentare. Non nascondo – prosegue Savona – di essere rimasto alquanto stupito ed amareggiato dalle dichiarazioni del Presidente Crocetta. Probabilmente lo stesso non è stato informato dai suoi consiglieri del fatto che quando ho intrattenuto rapporti con il signor Nicastri lo stesso era considerato un rispettabile imprenditore e che mai nessuno avrebbe potuto lontanamente immaginare che fosse in contatto con organizzazioni criminali. Venutone a conoscenza ho troncato ogni contatto con lo stesso. Non esiste ‘la notizia’ insomma, se non per il fatto che – ancora una volta – si continua a denigrare la mia persona senza alcun fondamento. Darò mandato ai miei legali – conclude Savona – di promuovere ogni azione civile e penale volta alla tutela della mia onorabilità nei confronti di tutti coloro che diffondono notizie non rispondenti al vero e lesive della mia persona”.

Il governatore, comunque, ha commentato anche il lavoro svolto da Savona in commissione spending review: “L’elezione di Savona alla presidenza della spending review è stata una mossa fatta apposta per bloccare i tagli”.  Il testo comunque, aveva suscitato sin da subito i dubbi del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone mentre Pd e il M5s hanno preannunciato emendamenti al ddl che deve ancora essere calendarizzato per l’aula.