Faremo una giunta a Lampedusa il prima possibile“. Con queste parole il presidente della Regione Rosario Crocetta apre la conferenza stampa a Palazzo d’Orleans. Oltre al governatore, presenti l’assessore Nelli Scilabra, Luca Bianchi, Mariella Lo Bello, Mariarita Sgarlata, Patrizia Valenti, Dario Cartabellotta, Ester Bonafede e Antonio Bartolotta.

Io sono stato acclamato ieri a Lampedusa – prosegue Crocetta. – La gente gridava Crocetta, mentre qualcun altro veniva contestato”.

“I pescatori sono degli eroi, vanno ricompensati – ha annunciato. – Faremo due delibere per Lampedusa. In una chiederemo ufficialmente la candidatura al premio Nobel per la pace per l’accoglienza nei confronti dei rifugiati che fuggono dalle guerre. La seconda riguarderà l’introduzione di Lampedusa e Linosa all’interno delle zone franche”.

“I 41 minori superstiti del naufragio di Lampedusa saranno presto trasferiti in comunità – ha commentato il presidente – Vorremo che avvenga entro domani. Pensiamo anche di attivare per loro gli affidamenti familiari. Chiediamo ai siciliani, anche single, di farsi avanti”.

“Molti dei poteri delle disciolte province andranno alle città metropolitane”. Il presidente parla anche della riforma delle province e del ddl che istituisce le città metropolitane. “Abbiamo rimodulato il ddl sulle città metropolitane. E pensiamo di poter chiudere il passaggio ai liberi consorzi entro la data fissata del 31 dicembre, senza più alibi. Se andassimo oltre quella data, perderemmo milioni di finanziamenti statali. Noi ci siamo ispirati alla zona di Bruxelles”.

Il presidente illustra anche il ddl Semplificazione. “Prevede che il silenzio assenso nell’approvazione delle pratiche. Dà 15 giorni tempo al responsabile del procedimento a autorizzare od opporsi alla pratica altrimenti scatterà l’approvazione per Silenzio assenso. Se emergeranno irregolarità sarà il dirigente a risponderne, sarà questa figura a pagare i danni eventuali e a risponderne in sede civile e penale. Non più la Regione Siciliana. Non potrà più accadere che saltino le conferenza di servizi perché il dirigente si è assentato”.

E sullo scontro in atto con il Pd, Crocetta spiega: “Non piangeremo se il mio partito deciderà di far opposizione a se stesso. In molti sono convinti che il governi sua, come avveniva in passato. La cinghia di trasmissione dei partiti”. “Il Pd mi dica cosa mi rimprovera – attacca il governatore -. Spieghino ai siciliani e a me perché gli assessori vanno cambiati. Sono stanco di subire gli attacchi da tutti. Sono in corso processi stalinisti nei miei confronti”.

Cracolici  – prosegue Crocetta – non mi rimproveri di voler fare le larghe inteseE’ lui che ha fatto le ‘strette intese’ con Lombardo. Sono stato io a chiedergli di fare un passo indietro quando Lombardo ha ricevuto l’imputazione coatta dal Tribunale di Catania”.

Il governatore accetta con rassegnazione l’annuncio della mozione di sfiducia da parte del Movimento 5 Stelle e appoggiata da Nello Musumeci. “Musumeci ha perso le elezioni e, compiendo una forzatura, vuole sovvertire l’esito delle elezioni. Per quanto riguarda i 5 Stelle, ormai li conosciamo. Hanno votato importanti provedimenti del governo. Grillo è arrivato a parlare di modello siciliano da esportare e poi hanno cambiato atteggiamento”.

Crocetta infine smentisce categoricamente i rumors su una sua possibile candidatura alle prossime elezioni europee. “Non ci penso nemmeno, – dichiara il governatore – continuerò a governare la Sicilia”.

Il presidente della Regione ha poi ceduto al parola all’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture, Antonio Bartolotta che ha annunciato  “una rimodulazione dei Fondi Fas che permetterà di chiudere i Cis (contratti istituzionali di sviluppo, ndr) per gli interventi infrastrutturali e stradali. Previsti interventi per la bretella di collegamento Ragusa – Catania, grazie ai 32 milioni di euro recuperati da fondi provenienti dal governo nazionale che rischiavamo di perdere”.