“I ritardi, le omissioni, le mancate relazioni tecniche ai disegni di legge governativi, più volte evidenziate da questa presidenza, non hanno agevolato i lavori parlamentari”. E’ duro il presidente dell’assemblea Giovanni Ardizzone nel commentare la bocciatura di 3/4 della legge di stabilità.

Sulla bocciatura senza precedenti nei confronti di una finanziaria regionale sembra riaccendersi il rischio di un mai sopito scontro politico interno alla maggioranza e non soltanto.

Ma proprio mentre iniziano a circolare voci di ricorso ad un nuovo esercizio provvisorio arrivano anche le inattese precisazioni del governatore secondo il quale “la finanziaria regge nelle cose che ci interessano, penso al taglio del numero di società partecipate e alla riforma dei consorzi di bonifica”. Ma per Crocetta l’impugnativa “riduce l’intervento a una manovra depressiva sul piano economico, che impedisce alla Regione di mettere in campo le azioni di sviluppo e di solidarietà nei confronti dei giovani e degli svantaggiati”.

Per Crocetta è il momento di aprire un contenzioso con lo Stato che impedisce la ripartenza della Sicilia “apriremo una vertenza col governo Letta per varare leggi che consentano alla Sicilia di uscire dall’abisso in cui è stata trascinata in questi anni”.

Lo scontro avrà inizio dalla bocciatura delle norme che riguardano le coppie di fatto, zoccolo duro della sua politica. L’impugnativa del Commissario dello stato sarebbe “ideologica e  discriminatoria per questo stiamo valutando di appellarci alla Corte Costituzionale e, se non bastasse, alla Corte di giustizia europea”.

Ma le opposizioni, al contrario, considerano l’intera vicenda una bocciatura senza appello della politica economica del governo. Per Gino Ioppolo Il governo ha condannato l’Autonomia siciliana al livello più basso della sua autorevolezza e credibilità”. Per Nino D’Asero del Ncd la finanziaria è stata impugnata per effetto di “troppe norme spot, norme propaganda che creano solo un momento di grande clamore, senza nessun risultato”. Per Roberto Di Mauro è tutta colpa di un buco da mezzo miliardo già segnalato dal movimento per l’autonomia. Giuseppe Milazzo chiede, invece, le dimissioni di Luca Bianchi definito l’assessore allo sbilancio dopo il record di articoli bocciati

Divergenze di opinioni anche nell’opposizione. Per Santi Formica Crocetta dovrebbe dimettersi ma per il suo capogruppo Nello Musumeci “Non ritengo che Crocetta in questo momento si debba dimettere perché ne uscirebbe da vittima e noi da carnefici, siccome non gli vogliamo offrire alcun alibi, deve dimostrare nel tempo i limiti disarmanti della sua capacità”.

Per Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 stelle, invece, la bocciatura “è la certificazione della totale incapacità di questo  governo di legiferare. Preso atto di ciò e del fatto che il Pd ha  voltato le spalle  all’esecutivo, si dica chiaramente ai siciliani che è ora di tornare subito al voto”.