L’incontro ci sarà: fissato alle 12 a palazzo d’Orleans è cominciato con mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia. In casa del presidente Crocetta si presenteranno di certo il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, il capogruppo Baldo Gucciardi e forse l’ex capogruppo Antonello Cracolici. Dopo giorni in cui il governatore e suoi compagni, o quasi ex, di partito si sono punzecchiati duramente sui giornali, oggi sarà il giorno della verità.

I toni non saranno né sereni e nemmeno pacati. Lupo ribadirà a Crocetta i motivi che hanno spinto il Pd a chiedere un rafforzamento della giunta e Crocetta ribadirà che di poltrona nel suo governo non vuole cederne. Gli ultimi colpi di coda di una crisi che sembra irrecuperabile si sono consumati ieri pomeriggio quando all’Hotel delle Palme è andata in scena la direzione regionale del Pd convocata per discutere, e approvare, le regole del congresso. In platea si sono visti sia l’assessore alla formazione, Nelli Scilabra che quella al Territorio, Mariella Lo Bello, “protette” dalla figura del senatore Beppe Lumia, materializzatasi quando i lavori erano abbondantemente avviati.

Una presenza che è sembrata una sfida visto che le assessore hanno respinto la richiesta del partito di dimettersi dal governo pena l’espulsione dal Pd. E su cui domani, la commissione regionale di garanzia presieduta da Giacomo Torrisi dovrà avviare le procedure dopo aver sentito la relazione di Lupo che ne ha chiesto la convocazione. Uno scontro, dunque, che sembra sempre più insanabile e che potrebbe spingere il Pd a offrire al massimo un appoggio esterno al governo regionale. Un sostegno che l’assessore regionale all’Economia, dimissionario in attesa di formalizzazione, non considera sufficiente per affrontare lo scoglio dell’esame del ddl di stabilità. E che porterà inevitabilmente all’esecutività delle sue dimissioni.

Eppure, nei “corridoi” del Pd siciliano, qualcuno sommessamente comincia a sostenere che il ricorso alla commissione regionale di garanzia per adottare misure contro i militanti del Megafono a partire dal presidente Crocetta, possa segnare l’inizio dello sgretolamento della strategia intransigente del Pd. Non tutti cioè all’interno della commissione sarebbero propensi alle espulsioni soprattutto in vista del congresso regionale che si celebrerà entro il mese di marzo 2014. Sarebbe preferibile cioè verificare gli esiti dell’elezione del segretario nazionale per pesare gli equilibri di forza che ne verranno e decidere così di conseguenza. La partita dunque è ancora aperta. Nel frattempo Crocetta porta all’incasso il sostegno del Pdl che ha salvato la presidente del fedele Marco Forzese in prima commissione affari istituzionali e lancia un segnale ai “suoi”: il governo può reggere comunque la sfida dell’aula.

D’altronde, il governatore – nonostante i venti di crisi – non teme la sfiducia. Dal Movimeto 5 Stelle che ne aveva annunciato la discussione nell’assemblea di Enna di sabato scorso, non arrivano ancora decisioni formali. E comunque resta improbabile che il Pd voti in aula per far decadere il governo Crocetta.