“Basta con gli allarmismi sul bilancio. Credo che ci sia una sottostima delle entrate visto che l’andamento delle entrate in Sicilia fra il 2013 e il 2014 non ha subito flessioni contrariamente a quanto si è detto in questi giorni”.

“Nessuno parta dall’idea che partiamo dall’anno zero, il grosso del lavoro lo abbiamo già fatto in questi due anni. Alcune entrate possono essere migliorate, ed anche alcune spese ma la Sicilia ha le carte in regola. Non accetto allarmismi, richiami al commissariamento e così via”.

Non ha gradito la chiarezza del suo assessore all’economia Alessandro Baccei e contesta tutte le cifre il Presidente Crocetta. Una difesa inattessa di regionali, forestali e precari quella che mette in campo il presidente della Regione che fa conti diversi dal resto della regione,compreso lo stesso  Baccei. Crocetta smentisce la contrazione delle entrate. “Nonostante il momento difficile che si registra nel Paese dove le entrate si sono contratte, in Sicilia questo non è avvenuto perché abbiamo attivato la spesa comunitaria e in 20 mesi abbiamo recuperato il tempo perso da altri raggiungendo l’85% della spesa. Questa ha ingenerato lavori e quindi pagamenti di Iva e tasse che hanno mantenuto le entrate stabili”.

“Baccei parla così perché non ha visto cosa c’era quando siamo arrivati. Io sono fiducioso. Da Roma fanno male i conti e quando parlo di Roma stavolta non parlo di Baccei. Noi ci presentiamo già con le carte in regola – continua Crocetta -. Nel 2013 abbiamo tagliato 1 miliardo e 700 milioni di euro di spesa corrente e strutturata e ridotto il bilancio all’osso sin da subito”.

“Non accettiamo lezioni da Roma. Nella capitale non possono predicare bene e razzolare male. Vogliamo che la Sicilia sia tratta dal governo Renzi come il governo Renzi pretende di essere trattato da Bruxelles. non vorrei che si convincessero che non abbiamo fatto nulla quando, invece, abbiamo fatto tanto”

Il governatore contesta praticamente tutto “Sugli stipendi dei regionali siamo alle solite. I nostri dipendenti guadagnano meno delle altre regioni prese singolarmente. paragonando i parametri di reddito medio ed i tetti agli stipendi quello della Sicilia è il più basso della grandi regioni italiane. In media in Sicilia il costo è di 160 mila euro mentre fra Lazio, Campania, Calabria ecc stiamo fra i 220 e i 260 mila euro”.

Crocetta a sorpresa difende anche i forestali “nel resto del Paese il corpo forestale lo paga lo Stato qui lo paghiamo noi. Ma bisogna anche dire che quando si parla di forestali si parla non degli addetti al copro ma di braccianti stagionali. Tutte le altre regioni, se si fa il paragone con i servizi pagati dallo Stato, spendono molto di più di noi”.

Crocetta attacca dunque Roma “I problemi vengono dal passato ma vengono anche dal presente. Quando lo Stato blocca trasferimenti per 1 miliardo e 200 milioni blocca i nostri bilanci. Quando noi paghiamo in anticipo le quote di partecipazione europea e lo stato ce le restituisce, per la sua parte, dopo 7 – 8 mesi ci crea un problema”.

“Bisogna poi ricordare che lo Stato ha di recente spostato a Latina l’ente che fa le buste paga per gli statali che lavorano in Sicilia sottraendo all’isola circa 500 milioni di euro di tassazione sui siciliani e che dovrebbero restare in Sicilia”.

“I tagli che ci chiedono non sono sopportabili, sono tagli al limite del ‘rigor mortis’ non del rigore-. roma non può chiedere alla Sicilia un trattamento diverso rispetto a quello che l’Italia rivendica nei confronti di Bruxelles. Se Roma dice che i tagli non devono essere depressivi, non può chiedere alla Sicilia tagli depressivi. Qui si vuole uccidere una Regione”.

“Dopo il lungo ponte di Natale mi sentirò con l’assessore Baccei al quale spiegherò che non si possono mandare messaggi così negativi. Gli chiederò da dove vengono certe cifre. Dobbiamo fare un confronto chiaro”.

Poi il tema dei fondi Pac sottratti alla Sicilia “Lo stato deve dirci come intende compensare lo scippo di queste risorse. Ci sono impegni già presi come, ad esempio, i fondi per Fiat solo per parlare di un tema già noto. le risorse stanno là, nei Pac, Lo Stato non può disattendere tutti i patti e dirottare le risorse come se nulla fosse”

 Sul tema dei rifiuti, poi, Crocetta, spegne la polemica sul commissariamento richiesto a Roma “Non voglio che il commissariamento venga dato a me. Sarei felice che lo facesse qualcun’altro. io voglio essere, casomai, il controllore. Il commissariamento non può e non deve avere una gestione politica”.

“Forse saremo costretti a portare per 2 o 3 mesi i rifiuti all’estero anche se questa è una sconfitta. Invece nessuno pensi che quando parliamo di termovalorizzatori si voglia tornare al piano, sbagliato, di qualche anno fa. erano inceneritori sovradimensionati. Noi pensiamo, nell’ambito di una crescita della differenziata, a piccoli termovalorizzatori locali”.

Crocetta poi conferma che si pensa ad una nuova tassazione in finanziaria “Sono convinto che le tasse bisogna abbassarle non aumentarle ma pensiamo di mettere una tassa che sia ‘educativa. Chi non fa la differenziata paga di più. Chi la fa paga meno e si procede ad una detassazione man mano che la differenziata cresce. Nel complesso dobbiamo avere un 30% di trasformazione in energia del rifiuto con piccoli interventi non inquinanti, poi discariche di nuova generazione con separazione dei rifiuti e conferimento in vera e propria discarica solo dell’inevitabile. Infine impianti di biostabilizzazione che riducano il percolato, con affiancati impianti di smaltimento in loco del medesimo percolato ed, infine, lì’utilizzo dei gas prodotti in discarica”.

Sulle minacce odierne, infine, il governatore scherza “preferirei auguri diversi ma accetto anche questi. chiunque sia stato deve sapere che non ha raggiunto nessun risultato. La mia è una scelta di vita che non cambia. non è riuscito neanche a crearmi malumore”.