“Sono un “compagno” dall’età di 15 anni. Lavoro per il partito e per la democrazia. Se la mia candidatura alla segreteria del Pd e non alla guida del Paese, nascesse in un’ottica di armonica unione e non divisione strumentale, lo farei con spirito di servizio”. Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, intervistato dal quotidiano l’Unità, entra nel dibattito politico nazionale sul futuro del Partito democratico in maniere molto chiara anche il ruolo del Megafono.

Il Megafono non è un partito – afferma il governatore -. È un movimento cultural politico che vuole far confluire nel Pd e nel centrosinistra cittadini delusi che si sono allontanati dai partiti ed altri che invece non si riconoscono nelle strutture di partito tradizionale. Non abbiamo uno Statuto – prosegue Crocetta -, i circoli del Megafono crescono in maniere continua e spontanea. Il Megafono non è contro il Pd, è per il Pd. Io poi sono un dirigente del Pd e sono molto preoccupato – afferma il presidente – perchè invece di occuparsi del presente e del futuro vi sono quelli che chiedono ogni giorno il congresso subito. Ma prima ci sono da risolvere le emergenze dell’Italia”.

E sulle polemiche per l’apertura del circolo del Megafono a Firenze Crocetta ribadisce “il diritto di libertà di espressione sancito dalla Costituzione: perché Renzi può incontrare la Merkel e io non posso fare delle manifestazioni politiche in Toscana?”. Ma per molti la scelta di aprire proprio il primo circolo nazionale nella città del rottamatore, ha dato adito ad etichette “antirenziane” smetite però da Crocetta: “Non sono anti qualcuno, io sono per costruire un progetto politico riformista e alternativo al centrodestra a livello nazionale“.