Rosario Crocetta prepara il grande ritorno. un ritorno che potrebbe concretizzarsi forse già domani con la sua ‘ricomparsa’ per la  quale scegliere la seduta dell’Ars o la giunta già convocata per martedì scorso e poi rinviata a questo martedì, appunto domani, dopo il tragico suicidio della figlia di un assessore regionale.

Il ritorno di Crocetta è, ormai, nei fatti. Lo ha praticamente annunciato ieri proprio nel giorno del 23ersimo anniversario della strage di Via D’Amelio sostenendo di essere vittima dei servizi segreti deviati a chiedendo una commissione d’inchiesta sui fatti che lo hanno portato ad auto-sospendersi.

La vicenda è quella che inizia con le intercettazioni pubblicate da L’espresso fra lui e il medico Matteo Tutino nella quale Tutino sostiene che Lucia Borsellino andrebbe fatta fuori a fronte di Crocetta che no risponde. Intercettazione smentita due volte dalla procura e confermata altrettante volte dal giornale.

Ma a prescindere da quella intercettazioni da lì iniziano una serie di eventi. Altre intercettazioni fra Tutino e Samperi, oltre a rilanciare offese all’assessore. disegnano la mappa delle nomine che poi si concretizzeranno ( e su questo i 5 stelle chiedono di indagare)  ma soprattutto c’è l’interventod i Manfredi Borsellino secondo il quale “mia sorella Lucia ha portato la Croce, non dico come mio padre ma quasi”.

Una frase, quella di Manfredi Borsellino, che fa ritenere a molti che Crocetta sia finito. Lui, invece,proprio nel giorno dell’anniversario torna a parlare per annuncia che non si dimetterà e ieri sera, in una intervista a Rai news 24, attacca perfino Manfredi Borsellino: “Le croci che porta Lucia Borsellino sono anche le mie. Manfredi mi darà atto di avere ascoltato, in questi anni, Lucia e di averlo fatto anche più di lui”.

Una dichiarazione shock che si aggiunge alle affermazioni di ieri quando aveva minacciato il Pd sostenendo “Io non mi dimetto, se vogliono mi sfiducino loro e si assumano la responsabilità di aver ucciso il primo governo antimafia della storia”. Dunque, nonostante tutto, Crocetta si ritiene ancora bandiera dell’amtimafia. Nonostante la famiglia Borsellino abbia detto chiaramente di non essere più con lui, lo abbia dichiarato ‘persona non gradita’ alle commemorazioni, e così via.

E perfino dall’Udc, il presidente nazionale del partito Gianpiero D’Alia aveva scritto ieri sera su twitter “Nel giorno di Paolo Borsellino Crocetta avrebbe fatto meglio a rimanere in silenzio. Se proprio doveva parlare  poteva chiedere scusa a Lucia e ai suoi familiari”.

La palla, dunque, passa nelle mani di un imbarazzato Pd con il partito siciliano che si è già sbilanciato sostenendo, per bocca del segretario Fausto Raciti,  che ‘non ci sono motivi per interrompere la legislatura’. Oggi, però si dimette da deputato Fabrizio Ferrandelli il più irriducibile degli oppositori interni, colui che da tempo sostiene sia ormai necessario ed inevitabile ‘staccare la spina’ a Crocetta.

Ma il Pd si prenderà ancora almeno una settimana di tempo. Sarà l’assemblea del partito a decidere che fare. una decisione che prenderà nella riunione della prossima settimana per la quale è già annunciato l’arrivo di Lorenzo Guerini. Il vice segretario nazionale sarà a Palermo a fine mese per affrontare l’intera, spinosa, vicenda. Per molti il suo arrivo a Palermo per quella assemblea suona come una specie di commissariamento del partito. D’altronde lo stesso Raciti comunicando alla stampa la decisione di proseguire l’esperienza Crocetta aveva lamentato la mancata consultazione con Renzi e col partito a livello nazionale. Una mancata consultazione che potrebbe essere servita proprio al partito nazionale per lasciarsi le mani libere e potere, all’occorrenza, smentire i locali.

“Intercettazione o non intercettazione – dice il vice segretario nazionale del partito Debora serracchiani oggi a Repubblica –  dopo le parole di Manfredi Borsellino la situazione in è insostenibile in Sicilia. Quanto ha detto Manfredi, raccontando la solitudine e il calvario della sorella Lucia, le difficoltà, le ostilità e le offese subite solo per adempiere al suo dovere di assessore, mi hanno scosso. Una agonia politica il Pd non può permettersela”

Intanto si consuma un altro piccolo giallo normativo. Il neo assessore alla sanità Baldo Gucciardi sostituisce Crocetta fino al rientro ma la nomina a vice presidente non gli è mai stata fatta. Il vice Presidente resta, al momento, Mariella Lo Bello che lo fa sapere fra le righe di un comunicato firmato (e sottolineato) dal vice presidente della Regione. Dunque Gucciradi non ha alcun potere amministrativo se non quelli derivanti dalla carica di assessore. Almeno secondo la legge