Poche righe per riaprire la battaglia in piene consultazioni. Tocca al presidente regionale del Pd, Giuseppe Bruno, riaprire il contraddittorio col governatore proprio quando Crocetta dovrebbe essere in procinto di annunciare la sua quarta giunta per la quale, a suo dire, l’accordo dovrebbe essere raggiunto entro e non oltre oggi o domani.

“Il nostro presidente è sempre originale – dice Bruno -. Solo lui poteva inventarsi l’azzeramento con tutti gli assessori che restano in carica. È assurdo che si discuta di nomi senza ragionare di cosa dovrebbe fare il Governo. Come al solito quando si parla di nomi e magheggi vari Crocetta si esalta ma quando ragioniamo sui temi inizia a balbettare”.

La dichiarazione arriva come uno stop alle cifre del presidente che parla di 5 assessori per il Pd al posto degli attuali sei. Un posto in meno spetterebbe proprio ai renziani che attualmente occupano tre caselle con Baccei, Gucciardi e Contrafatto. A farsi da parte dovrebbe essere proprio il magistrato in aspettativa o, in alternativa, l’assessore all’economia. ma ieri Faraone ha detto chiaramente che senza Baccei Roma non si sentirà tutelate e qualsiasi trattativa economica si chiuderebbe prima di cominciare.

Ma su queste cifre il dibattito è forte anche dentro il Pd visto che invece tre assessori andrebbero alla corrente di Cracolici che vorrebbe sostituire tutti i suoi quindi Caruso, Purpura e Li Calzi. Ma alla porta ad attendere c’è anche Laccoto che con queste cifre per i renziani non troverebbe posto.

Non è l’unico problema per formare la giunta. Nella tabellina di Crocetta oltre ai 5 assessori al Pd ne spetterebbero due all’Udc, uno a Ncd, uno a lui quale assessore di fiducia del presidente, uno al megafono-Psi e uno ciascuno a Sicilia democratica e Pdr.

E nel pomeriggio si è svolto l’incontro tra la delegazione di SiciliaFutura (Cardinale, D’Agostino, Picciolo e Lentini), il segretario regionale del Pd Raciti ed il presidente Crocetta. ” Abbiamo innanzitutto ribadito di non ravvisare esigenze politiche che giustificassero l’apertura di una crisi e di un ricambio del Governo, avvertendo tale condizione come segnale di debolezza. Crocetta ha invece espresso l’esigenza di dover rafforzare la compagine e l’alleanza per concludere la legislatura. Premesso ciò abbiamo notificato a Raciti e Crocetta che non sarebbe mancato il sostegno a proseguire nell’azione di governo a condizione che vengano con chiarezza indicate le due-tre cose che potranno
caratterizzare in termini programmatici l’attività politica; si definisca con quali risorse si intendono realizzare; si stabiliscano regole e criteri
varranno d’ora in poi nel rapporto tra gruppi parlamentari, partiti e governo. Non ci sfugge, per senso di realtà, che in questo momento il
popolo siciliano avverte con stanchezza la ritualità antica e superata dei rimpasti. Certo è che le enormi emergenze oggi impongono cautela,
rispetto e assunzione di responsabilità, pur non incondizionata. Confidiamo infatti nella disponibilità del governo nazionale a compiere ogni sforzo a recuperare le risorse necessarie per risolvere i problemi odierni e consentire alla Sicilia di fare quello scatto in avanti che fino ad oggi è mancato. Ci auguriamo che la missione romana della prossima settimana e un successivo incontro di vertice fra i partiti della coalizione possa aprire uno scenario diverso per la nostra terra”.

Ma i conti non tornano visto che Crocetta vorrebbe tenersi la Lo Bello e nominare anche Fiumefreddo ma posto ne ha uno e gli ex amici del megafono non intendono rinunciare a Di Giacinto. Poi il Pdr divenuto Sicilia futura ne chiede due visto che ha quasi raddoppiato i deputati ed ha una consistenza simile all’Udc. Sicilia Democratica, o quel che ne resta (metà è dentro sicilia Futura Pdr) vuole un posto per Luisa Lantieri.

A conti fatti per far quadrare il cerchio di assessori bisognerebbe nominarne 15. Tramonta anche l’eventualità che Ncd si tiri indietro. Al contrario si prepara ad ufficializzare anche un ingresso in giunta che fino ad ieri era considerato come fumo negli occhi tanto da ipotizzare di ricorrere ad un tecnico fra i politici.

 “Si apre una stagione nuova per la Sicilia; vogliamo e sapremo esserne protagonisti, con le nostre idee e con il nostro impegno” si legge in una nota del Nuovo Centro Destra all’Ars, frutto di una riflessione politica di Gruppo.

“Negli ultimi mesi – continua il documento – lo scenario politico isolano si è arricchito di importanti novità, a partire dal patto di consultazione stipulato con Pd e Udc, per attuare le riforme indispensabili al futuro della Sicilia. Abbiamo anche apprezzato – proseguono i deputati regionali – le aperture alla collaborazione del presidente della Regione e la decisione di procedere all’azzeramento della giunta, con l’obiettivo di formarne una politicamente più forte. Una nuova giunta in grado di realizzare proprio quelle riforme che ci faranno superare le tante situazioni critiche in campo economico e sociale, per agganciare la ripresa”.

“Abbiamo una piattaforma programmatica chiara e rigorosa che intendiamo discutere con il presidente e promuovere in Assemblea, attraverso il prezioso strumento dell’intergruppo parlamentare con gli amici dell’Udc”.

“Siamo certi – conclude la nota – che il nostro contributo di idee e di responsabilità sarà determinante per centrare obiettivi di buon governo e per costruire, insieme con Pd e Udc, una solida e credibile proposta politica”.

Ma immediatamente Nello Musumeci, leader dell’opposizione, urla al tradimento degli elettori “A tre anni dalle elezioni regionali cui hanno partecipato meno della metà dei siciliani non si è capito nulla: più la politica si comporta come una casta, meno la gente crederà nella politica. Chi sostiene e sosterrà il governo regionale e il suo presidente pagherà un prezzo altissimo nel confronto elettorale, che prima o poi ci sarà. Resto ancorato all’idea che chi vince governa, chi perde fa opposizione e prepara l’alternativa. La pagina vergognosa che da tre anni offre la politica siciliana, invece, è all’insegna del peggiore trasformismo e della “compravendita” dei deputati. Servirebbe una scossa interna o esterna al palazzo, mentre ci tocca assistere a riunioni carbonare, ai riti stantii della partitocrazia, alla sporcizia morale elevata a politica nell’interesse del popolo. Vogliono fare davvero l’interesse del popolo? Hanno una sola strada: elezioni prima possibile”.

Di problemi, insomma, ce ne sono a bizzeffe ma su tutti ne emerge uno: senza soldi non si fa bilancio e senza bilancio non si fa governo. Dunque Crocetta, volente o nolente, dovrà aspettare l’incontro di lunedì a Roma per poter far di conto. fino a quel momento trattative e accordi possono servire sono a stendere una bozza che qualcunaltro potrebbe correggere