Il Crocetta quater ha finalmente preso forma ma nel Pd siciliano, principale partito di maggioranza, che conta ben sei assessori su dodici, gli animi sono tutt’altro che euforici.

L’area più fredda è quella dei renziani. Non sembrano provenire da un esponente di un partito di maggioranza le parole pronunciate da Giuseppe Bruno, presidente del Pd Sicilia, molto vicino al premier e al sottosegretario Davide Faraone. “Io sono abituato a festeggiare quando i governi fanno qualcosa e non quando nascono – dichiara Bruno. – Speriamo che adesso si inizi a fare qualcosa facendo dimenticare ai siciliani lo spettacolo offerto in questi giorni. Per adesso è solo una speranza e nulla di più”.

Alla freddezza dei renziani siciliani si contrappone l’ottimismo (di facciata) del responsabile dell’organizzazione del Pd, Antonio Rubino: “Rivolgo i più sinceri auguri alla nuova giunta Crocetta, che ha la responsabilità di affrontare i grandi problemi di questa isola: sono sicuro che lo farà positivamente”.  Rubino ringrazia i sei assessori democratici che hanno ” raccolto la sfida del partito” di entrare nellla squadra di governo e aggiunge: “Penso che meritino tutti il nostro sostegno e sono convinto che lo avranno”.

E, a proposito di chi ha raccolto la sfida del partito, il neo assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici, non lesina stoccate non troppo velate a chi invece è rimasto fuori: Giuseppe Lupo. Il vice presidente dell’Ars, nonostante le pressioni, ha preferito, prudentemente, di non entrare nella lista degli assessori.

“Nasce un governo dalla forte connotazione politica, – dice Cracolici – che probabilmente sarebbe dovuto nascere già all’inizio della legislatura e che vede il Partito democratico lavorare con l’obiettivo di ricostruire un clima positivo: un progetto politico condiviso e largo, una nuova fiducia fra cittadini e istituzioni. In questo percorso, che guarda al 2017, io ci metto la faccia: non accettare un impegno diretto sarebbe stato un atto di codardia”.

Non scegliendo l’ultimo assessore, quello alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali, deleghe che Crocetta ha tenuto per sé, il governatore potrebbe cambiare ancora una volta gli equilibri politici. La decisione tattica del govenatore non è stata accolta positivamente dal fronte sindacale. “La scelta di non nominare il nuovo assessore – dichiara il segretario generale della Cisl Fp Gigi Caracausi- dimostra il disinteresse di questo governo nei confronti della pubblica amministrazione e di migliaia di cittadini. Del resto, nei pensieri della politica ci sono solo le liti tra correnti di partito e la scelta del deputato di turno da far sedere sulle poltrone che contano”.

Crocetta è quindi avvisato, o porta a casa risultati, e in fretta, oppure, non ci sarà un altro rimpasto in grado di salvargli la poltrona a Palazzo d’Orleans.