La seduta dell’Ars dove Rosario Crocetta presenta il suo secondo esecutivo a un anno e mezzo dall’elezione è cominciata con tre quarti d’ora di ritardo. Il governatore snocciola nomi e curricula dei suoi assessori: spiega l’inserimento dei nuovi e il cambio di deleghe nel caso di Maria Rita Sgarlata, dalla Cultura al Territorio e Ambiente. Assenti in aula Linda Vancheri, Lucia Borsellino e Nelli Scilabra: “Sono impegnate in conferenza Stato-Regioni, avrei dovuto esserci io ma capite che era impossibile”. Lo fa davanti ad un’assemblea regionale in cui i banchi del centrodestra sono vuoti insieme ad alcune fila degli scranni riservati ai Cinque Stelle.

“Era il settembre del 2012 – comincia il suo discorso il presidente della Regione – avevo appena registrato il mio programma elettorale e in quel momento andavano a fuoco i boschi delle Madonie, dei Nebrodi. Nel 2013 non c’è stato alcun incendio doloso, potrebbe essere questo piccolo particolare il segno del cambiamento che c’è stato? Il segno di una Sicilia che può cambiare in termini di vigilanza del territorio, di responsabilizzazione dei lavoratori. Lo lascio alla vostra interpretazione. I segni nella vita politica sono importanti”.

Rivendica anche i ‘successi’ economici: “Chiunque sarebbe crollato di fronte al sacrificio dei tagli che abbiamo dovuto operare. Chiunque sarebbe stato spazzato via di fronte ai sacrifici duri che abbiamo deliberato insieme e che hanno determinato una riduzione della spesa. Quest’anno per la prima volta, la finanziaria è stata approvata senza rivolte sociali. Qualcuno pensa che la gente non è in grado di comprendere che se si vogliono stabilizzare i precari con la legge che abbiamo approvato, non era necessario arrivare alla riduzione ulteriore della spesa? Lo hanno capito tutti benissimo. E lo abbiamo fatto tutti insieme con senso di responsabilità. Di questo ringrazio tutto il Parlamento”.

“I milioni di euro che abbiamo ridotto fra le consulenze delle partecipate e le nomine fra gli interni che corrispondono ai risparmi? Queste cose non contano? No, si attacca Crocetta per dire che costa più di Obama”.

Poi continua: “Abbiamo abolito la tabella H e la spesa dei contributi è passata da 60 milioni di euro a 15 milioni. Insufficienti: ve lo dico studiato al centesimo, non possono essere meno di 21 milioni. Cominciate a contarli i risparmi veri, altro che chiacchiere”.

“Non c’è stata nessuna stasi della Regione, perché la giunta ha regolarmente lavorato. C’è stata una stasi invece delle attività parlamentari” aveva detto prima dell’ingresso in aula. “Ieri abbiamo avuto una riunione dei gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, mi è parso di cogliere la volontà di affrontare urgentemente la questione del dl pagamenti, il salvaimprese, la questione delle variazioni di bilancio che salveranno i lavoratori, e procedere con il dl sviluppo. Tre urgenze che ho indicato, e che sono alla base della verifica di chi vuole lavorare e chi no”.

“Certo che ho problemi nella comunicazione – dice anche il presidente della Regione – abbiamo 25 giornalisti in meno, ho contrastato il ‘sistema Giacchetto’ cancellando 90 milioni . Io divento oggetto di attacchi perché rendo leggibile la spesa, e utilizzando due milioni per la comunicazione, quando prima se ne spendevano 100 milioni”.

Quindi Crocetta parla del futuro: “Abbiamo degli obiettivi adesso: risparmiare e qualificare la spesa per programmare la crescita e lo sviluppo”.

Quindi il presidente della Regione lancia un appello: “Non sono venuto per l’ennesima guerra. Su alcuni argomenti, come il dl pagamenti, troviamo un accordo e arriviamo all’approvazione entro una settimana? Sono qui per chiedere alla mia maggioranza di fare la maggioranza e all’opposizione di fare l’opposizione. Sono disposto a risolvere i problemi ma non voglio che le questioni interne ai partiti non ricadano su di me e sul mio lavoro. Vi chiedo di collaborare con i nuovi assessori e con quelli che c’erano. Sono pronti al dialogo”.

Concluse le dichiarazioni di Crocetta i 5 stelle abbandonano l’aula polemicamente. “Tornare al voto senza se e senza ma. Siamo fermi da tre settimane – ha affermato dallo scranno il capogruppo Francesco Cappello – per assistere alle beghe per il rimpasto. Non siamo più disposti ad assistere inerti ad inutili discussioni. Già sono enormi i danni prodotti e andando avanti si può solo peggiorare, provocando altri danni. Pertanto noi lasciamo l’aula e diamo appuntamento al governo in commissione Bilancio. Se avete i voti, il ddl pagamenti approvatevelo voi, noi non lo votiamo”.

Alle dichiarazioni del presidente della Regione segue il dibattito d’aula. Totò Cordaro di Pid Grande Sud sottolinea come solo in Sicilia possa succedere che ci siano due Pd e due Udc, divisi fra maggioranza ed opposizione. Ciò nonostante propone al governo un mese di tregua per riavviare l’attività e fare le cose importanti come il ddl pagamenti e la finanziaria bis ma a patto che si recuperi il tempo perduto e non si assista più a falsepartenze come quella della commissione bilancio bloccata stamani dall’assenza del governo.

Per il Pd parla il capogruppo Gucciardi che parla di ennesima legislatura tormentata. Potremmo anche tornare al voto – dice – ma nulla cambierebbe”

Atteso l’intervento di Antonello Cracolici che ha esordito con una battuta: “Voglio rassicurare il Presidente della Regione che il mio gruppo non si arroccherà sull’Aventino. Ma parlo in dissenso perché questo governo doveva dar vita a un nuovo patto per affrontare le gravi difficoltà economiche della Regione. Viviamo contrasti che la politica non aveva mai vissuto prima”. Ma Cracolici attacca: “Si è preferito sostituire qualcuno invece di pensare complessivamente ma se anche avessimo dodici Maradona con un allenatore d’eccezione come il presidente della regione questo non garantirebbe la vittoria. Purtroppo si è passati dal cerchio magico al cerchio tragico”.

Per il deputato Pd Mariella Maggio: “E’ positiva l’apertura ad un dialogo nuovo del governatore Crocetta, mi auguro che questo dialogo si riavvii basandolo su un patto per un programma condiviso per l’avvio di una stagione politica capace di dare le risposte che i siciliani attendono”.

Per Santi Formica: “Questo è il governo del nulla. Da 1 anno e 4 mesi ci si confronta solo col nulla. Questo governo fa solo quello che serve per un quotidiano comunicato stampa e null’altro”.

Per il leader di Articolo 4 Lino Leanza “C’era la speranza che questa crisi potesse portare, una volta risolta, una nuova e maggiore armonia ma le buone intenzioni si sono perse strada facendo”

Dopo una serie di altri interventi, poco dopo le 20,30, il Presidente ha preso la parola per la sua replica finale iniziata con una battuta in dialetto: “picciotti amu a fari stu ddl pagamenti, però (ragazzi dobbiamo approvare la legge sui pagamenti ndr)” ha detto senza curarsi minimamente di quanto detto dai deputati.

Ai deputati, poi, ha raccontato “la favola dell’isola felice dove si spendeva più di quanto si incassava, non si pagavano le tasse sui rifiuti, non si spendevano i soldi europei, si pagavano gli stipendi ai parenti de mafiosi attraverso i pip, e tutti erano felici”.

“Adesso – ha concluso – è arrivato un governo cattivo guidato da un tiranno che ha massacrato i poveri dirigenti regionali costringendoli a lavorare e legando la loro valutazione ai risultati raggiunti”. Crocetta ha ripercorso tutti gli scandali degli ultimi mesi prima di attaccare il Parlamento “Le discussioni infinite sono la morte della democrazia – ha detto – non occorre parlare due mesi della riforma delle province o 20 giorni delle variazioni di bilancio”. non risparmia critiche all’ex assessore Nicolò Marino su discariche, rifiuti, eolico, acqua pubblica. Infine spegne le polemiche su Fiumefreddo ricordando che “era l’unico assessore per il quale non avevo ancora fatto alcun decreto. Abbiamo discusso due mesi con tutti i partiti – dice a Cracolici – e se non abbiamo discusso di programma in questo tavolo infinito sul governo non so di che cosa abbiamo parlato?”.

“Non sono convinto di essere così impopolare come voi deputati dite – ha terminato Crocetta – sono pronto ad andare in giro per la Sicilia, nelle varie città dell’isola, con ciascuno di Voi a confrontarmi con la gente per vedere cosa veramente pensano le persone”.

L’aula è stata poi aggiornata dal Presidente Ardizzone a domani alle 10 per incardinare il ddl pagamenti sperando che la Commissione, che torna a riunirsi a fine lavori d’aula, completi al più presto l’analisi del testo.