Se quando mi sono insediato avessi fatto un governo con i rappresentanti dei partiti così come mi veniva richiesto, utilizzando i parlamentari, oggi avremmo uno dei governi più inquisiti della storia e questo avrebbe ucciso la nostra attività riformatrice”. E’ forte la posizione del presidente della Regione, Rosario Crocetta, rispondendo a chi gli chiede di rimpasto. Un tema che Crocetta lega a doppio filo alle inchieste sulla formazione professionale e a quella appena deflagrata sulle spese folli dei deputati dell’Ars.

“Fra le inchieste sulla formazione e ora con questa sulle spese dell’Ars – sostiene il governatore – si crea un problema di rappresentanza importante. Il tema non è chi ha speso per cosa ma il fatto che le risorse destinate ad usi istituzionali non posso essere impiegate per altro. Questa è l’inchiesta. Io non credo che chi è indagato possa chiedere di entrare in giunta e penso che io miei compagni di partito all’Ars me lo chiederanno”.

Rispondendo, poi, a Cracolici che rivendicava stamani in conferenza stampa la propria storia politica criticando proprio le dichiarazioni di stanotte di Crocetta, il presidente conferma quanto detto in precedenza “il passato ci insegue e non soltanto se parliamo di spese dei deputati dell’Ars. Ci insegue su tutto e ne paghiamo ogni giorno le conseguenze”.
E alle domande dei giornalisti relative all’assenza di una regolamentazione certa in materia, Crocetta ammette che “c’è un deficit normativo nella definizione di ciò che si può o non si può fare con i fondi dei gruppi. E ora di fare una riforma mettendo in chiaro vincoli stringenti per l’uso di queste risorse e, con l’occasione, ridurre ulteriormente queste spese tutelando solo i dipendenti che lavorano da molto tempo perché non è giusto che perdano il posto di lavoro ma lasciando fuori tutti gli altri assunti in modo estemporaneo”.

“Queste inchieste erano note – continua Crocetta. –  Sia quella sulle spese dell’Ars che quelle sulla Formazione ma quando io lo dicevo venivo attaccato. Nei momenti difficili sono stato lasciato solo dal mio partito, il Pd, ed attaccato per non aver dato seguito a richieste improponibili come ora appare chiaro che erano. Oggi il mio partito che dice di voler rottamare dovrebbe assumere una posizione chiara. Qui mi pare che l’unico a rottamare davvero sono io”.

Chiara l’allusione a Matteo Renzi e infatti, stimolato dai cronisti, non risparmia una stoccata al segretario del Pd. “Qui in Sicilia non ha rottamato proprio nulla, anzi il rottamatore per conto di Renzi rimane sempre nel silenzio più assoluto. Da quando Renzi è segretario io non l’ho incontrato e mi pare strano che il segretario del partito non senta l’esigenza di confrontarsi col presidente di una della più importanti regioni del meridione d’Italia ma io non sono vittima una sindrome di abbandono”.

E riguardo le polemiche e le richieste di dimissioni dalla segreteria nazionale di Davide Faraone, il governatore però è cauto “il mio partito voleva far fuori anche la Cancellieri che non aveva fatto nulla. Bisogna stare attenti. Se fai troppo il puro trovi, prima o poi, qualcuno più puro di te che chiederà la tua testa”.

Infine Crocetta affronta anche il caso del Cerisdi il Centro centro di alta formazione della Regione Siciliana, l’ente di alta formazione regionale lo abolirei subito. E’ un ente che serve soltanto ad organizzare banchetti e feste non comprendo perché lo dobbiamo finanziare con i soldi pubblici in Inghilterra i palazzi di pregio si usano per queste cose ma lo Stato non ci mette risorse pubbliche al contrario incassa 50 mila pounds per ogni giorno di utilizzo. il principio è totalmente diverso.Non capisco perché ma questo ente ha grande solidarietà da parte praticamente di tutti i deputati in parlamento e quindi in aula continua a sopravvivere”.