“Dopo l’intesa sui fondi Fsc che mettono in salvo il bilancio 2015, stiamo già lavorando al bilancio 2016 e abbiamo concordato un incontro col sottosegretario De Vincenti per il 28 ottobre a Roma. Bisogna lavorare in sinergia per questo lancio la proposta di due tavoli istituzionali, a Palermo e a Roma, per risolvere le criticità e avviare lo sviluppo della Sicilia”.

Ricompare sulla scena politica con una sfida il Presidente della regione Rosario Crocetta. Dopo aver scaricato l’assessore al bilancio che segue gli ordini della scuderia renziana, il presidente della Regione fa passare, sotto dettatura, le notizie che lo danno protagonista del superamento del momento di crisi.

Non ci sarebbe nessun problema nel mancato inserimento nella legge di stabilità nazionale dei fondi per la Sicilia.la legge è solo stata abbozzata e sarà modificata più e più volte prima di essere approvata. Su questo conta Crocetta che si muove personalmente per trattare con i nemici/amici romani.

Un atteggiamento che crea confusione più che certezza visto che i renziani continuano, invece, ad attaccarlo ed a chiedergli di farsi da parte in modo più o meno diretto. A fronte di Sammartino che punta sulla credibilità nei confronti di Roma e sulle cose da fare c ‘è un renziano come il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo che è anche dirignte nazionale del pd, che invece lo attacca frontalmente.

“La sensazione è che si sia rotto l’accordo che sta alla base del Crocetta Ter e che si stia giocando una partita stucchevole e demagogica nei confronti del governo nazionale che, fino ad oggi, a differenza di quello regionale, ha sempre dimostrato sobrietà e serietà”.

Per Garozzo, Baccei, “attraverso precisi correttivi e una attenta spending review è riuscito a salvare i conti della Regione”. Nel 2015, “quando grazie al concorso del governo guidato da Matteo Renzi furono salvati i conti della Regione, si acconsenti’ a utilizzare per pagare gli stipendi una parte delle risorse destinate agli investimenti”.

Solo che questa strada per il 2016 non sarebbe più percorribile per due ragioni, spiega l’esponente renziano: “La prima è che lo sviluppo della Sicilia non può più attendere; la seconda è che purtroppo il presidente della Regione, e in questo si è distinto, ha dato scarsa prova di se’ in alcuni
passaggi importanti e sui quali c’era grande attenzione”.

Dunque, su chi può contare Crocetta per ‘tirare a campare’ ancora un anno? Certamente sugli amici del Pd di area Cracolici che proprio non hanno voglia di andare ad elezioni. Poi sugli uomini dell’ex Pdr che fanno riferimento all’ex ministro Cardinale e sull’Ap, quell’area popolare che mette insieme Udc e i nuovi amici del Nuovo centro destra.

Insomma un bel fritto misto con tutti quelli che dall’inizio del suo mandato ha maltrattato, offeso, denigrato, accantonato. qualcuno lo ha anche chiamato ‘impresentabile’ salvo poi mettersi accanto il compagno di partito di quell’impresentabile. Oggi, però quei personaggi o quelle personalità tornano utili, anzi indispensabili. e potrebbero essere loro a stoppare il progetto renziano di elezioni anticipate con la loro ‘resistenza passiva’.

Resta il grande dilemma: senza soldi dove mai può andare un eventuale governo di siffatta maggioranza?  Proprio da nessuna parte ma c’è il rischio concreto che su questa sfida si consumino battaglie il cui prezzo potrebbero pagarlo i siciliani