“Crocetta stai tranquillo, ed uso tranquillo, non sereno”. Non è un hashtag ma è il messaggio finale che il sottosegretario Davide Faraone lancia come riassunto della Leopolda isolana, Sicilia 2.0, al governatore.

Sta in queste poche parole pronunciate proprio da Faraone chiudendo i lavori, la sintesi di una ‘due giorni’ dai numeri oceanici per la partecipazione. Numeri che, si sa, sono frutto dell’abitudine siciliana forse ancor più che italiana, di saltare sul carro del vincitore.

“Crocetta stai tranquillo – ha detto dunque Faraone – questa manifestazione non è nata per disarcionarti. il governo ter è nato per fare qualcosa, per costruire. e noi ci crediamo. Crediamo in questi assessori. Crediamo che il bilancio per la prima volta sia vero e reale e che si debbano pagare i debiti lasciati da un passato durante il quale si costruivano entrate false per garantirsi la spesa creando quel debito che oggi dobbiamo risanare”.

Un messaggio di pace a Crocetta ma in fondo neanche troppo visto che l’ ‘eroe’ dei conti Faraone lo identifica un attimo dopo in quel “Alessandro Baccei che è qui in sala con noi” e parte l’applauso della sala. un applauso che segna le differenze fra faraone e Crocetta, fra il popolo della Leopolda ‘faraonica’ e quello del governatore, fra lo stesso Renzi e Crocetta.

Ma Davide Faraone, ipercarico per il successo della manifestazione, felice per la partecipazione, un pizzico di amaro in bocca ce l’ha e deve buttarlo fuori. Assente a Sicilia 2.0 è rimasto praticamente solo Matteo Renzi. Non era previsto che venisse ma dopo il successo di ieri gli organizzatori ci contavano su un ripensamento. Tante le pressioni, numerose le telefonate ma nulla.

Così durante l’intervento di chiusura dalla platea è comparso un doppio cartello cartello “Matteo Renzi, adesso!”. Piccola polemica scandita anche da una frase dello stesso Faraone “Chi ha scelto di non venire ha perso una occasione”. Naturalmente il pensiero va a Renzi ma faraone poteva anche riferirsi (più probabilmente) ad Antonello Cracolici. In fondo la sua Leopolda era siciliana.