La Commissione ha finanziato il piano del Pac. Dire che siamo noi in ritardo è incredibile. Noi l’accordo col governo lo abbiamo sottoscritto a dicembre, ma la Commissione ha dato il via libera a luglio e il governo nazionale ancora non ha pronto il decreto di finanziamento. Noi abbiamo deciso però di anticipare urgentemente le azioni a favore delle imprese, dei Comuni e dei deboli. Quindi verranno subito sbloccati il Patto dei sindaci, i fondi per gli ex Pip, e i cinquanta milioni per i cantieri di servizio (massimo a settembre possono partire)”.

Il presidente della Regione Rosario Crocetta, durante la conferenza stampa, svoltasi questo pomeriggio a Palazzo d’Orleans, ha annunciato come saranno usati i fondi del Piano Azione Coesione sbloccato dal governo nazionale.

Aiuti contro la povertà, misure per le imprese ed infrastrutture, anticipando gli interventi che riguarderanno anche la riqualificazione di aree urbane, l’ammodernamento e la sistemazione della statale 117 Santo Stefano di Camastra, lo scorrimento veloce Licodia Eubea, il collegamento viario a supporto dell’aeroporto di Comiso, sono alcuni dei progetti che verranno attuati dalla giunta regionale. Ed ancora, strumenti per le imprese, come il credito di imposta, gli ammortizzatori sociali in deroga. Sostegno pieno anche a chi si trova in difficoltà, soprattutto alle famiglie ad elevato disagio sociale.

“Sui Fondi europei la mia idea è sempre la stessa – commenta Crocetta –  puntare alle infrastrutture, aiuti alle imprese e lotta alla povertà. La posizione del governo Monti con il ministro Barca fu quella di modificare il meno possibile, perché una totale rimodulazione della spesa avrebbe fatto perdere ulteriore tempo. Noi abbiamo allora lavorato a un piano innovativo. Oggi ripreso persino dall’Europa”.

Le altre priorità riguardano gli oltre 140 milioni per le Zone franche urbane, gli ammortizzatori sociali e il micro credito. Per tutte queste voci, anticiperà la Regione” – ha assicurato il presidente che rivela che sulle infrastrutture  esistono delle incomprensioni sia col governo nazionale e Bruxelles. “Secondo questi ultimi – attacca Crocetta – metà della Sicilia non dovrebbe essere coperta né da Ferrovie né da autostrade. Ma noi la Siracusa- Trapani la vogliamo fare, come l’asse viario Nord-Sud”.

“Il nostro obiettivo – conclude il governatore – è quello di chiudere la programmazione 2014 entro il 31 dicembre, cosa che non è mai avvenuta”.

Ma le analisi fatte dalla Commissione Bilancio dell’ars davanti alla quale oggi ha presentato la sua relazione anche il Presidente Crocetta è tutt’altro che serena. “È stato un incontro positivo quello di oggi tra la commissione Bilancio, il governo, i dirigenti e le autorità di
gestione che si occupano della spesa comunitaria – dice il Presidente Nino Dina -. Si è concordato di avviare un percorso di costante informazione della II commissione anche sulla spesa relativa al bilancio regionale, oltre che sulla spesa afferente fondi esterni come quelli statali e comunitari”.

“È emerso un quadro fortemente critico per la spesa Ue, in particolare per i dipartimenti Beni culturali, Turismo, Territorio e ambiente, Acqua, rifiuti ed energia e Attività produttive. Nel Fesr ad esempio – continua il presidente della II Commissione Bilancio – rimangono da impegnare 2 milardi entro giugno del 2014. Inoltre sono a rischio di disimpegno ben 400 milioni che andrebbero certificati entro ottobre-dicembre 2013. Mi sono fatto carico di spingere il governo regionale a finanziare, proprio con i fondi del Por, alcune iniziative che finora hanno assorbito le risorse del bilancio regionale. Ad esempio si potrebbero garantire i finanziamenti per le borse degli specializzandi in sanità proprio con i fondi Por”.

Impietosi i numeri “Tornando alle misure del Piano operativo regionale, va detto che nel Feasr si registrano impegni e certificazioni in linea con le previsioni. Presto la commissione Bilancio audirà le organizzazioni territoriali come i Gal per avere un quadro più dettagliato della spesa comunitaria. Sul Fondo sociale europeo (FSE) si registra il 98% di impegni e il 41 di spesa certificata. Sul fondo Fep (pesca) si arriva al 78% di impegni con la possibilità di arrivare al 100% entro l’anno, ma su tale fondo vi sono 5 milioni a rischio”.