Ci ha impiegato un giorno intero e ha atteso che sulla vicenda delle “troie in Parlamento” intervenisse pure la Santanché, il presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta. Alla fine però, il governatore si esprime sull’affaire Battiato e affida all’Ansa la sua posizione: “Battiato ha fatto affermazioni gravi e inaccettabili” ha detto Crocetta inviando le scuse del governo siciliano alle deputate italiane.
“Certamente non istituzionali ed offensive” ha rimarcato. Nelle sue affermazioni però Crocetta non chiarisce la posizione che il governo regionale vorrà assumere: Battiato, come persino oggi in prima pagina il Corriere della Sera gli consiglia, tornerà a cantare? O continuerà a fare l’assessore da Bruxelles e da Parigi? Perché, al netto della grevità (e non è un errore) delle affermazioni di Battiato nel paese della mignottocrazia, la cosa che continua a stupire di chi dirige l’assessorato regionale al Turismo è l’assoluta convinzione che fra un concerto e un altro della sua tournée si possa dirigere una delega chiave per lo sviluppo della Sicilia. O così almeno si sostiene nei dibattiti pubblici e nelle programmazioni d’intenti.

Le scuse ufficiali del presidente Crocetta, comunque, sono un po’ più articolate delle frasi offerte all’agenzia di stampa: “Quando si sta nelle istituzioni, – ha detto Crocetta – si rispettano e si rispetta la dignità delle istituzioni medesime e, nel caso di Battiato sicuramente si è andati ben oltre e si è violato il principio della
sacralità delle stesse. Siamo orgogliosi di appartenere al popolo italiano e di avere un Parlamento, l’espressione della sovranità del popolo e della partecipazione dei cittadini alla vita democratica. Quando si offende il Parlamento, si offende tutto il popolo italiano e ciò non è consentito a nessun componente delle istituzioni. Mi dispiace veramente molto, sono addolorato. Il Parlamento in questo momento – continua il Presidente – è rappresentato da figure come Laura Boldrini e Piero Grasso, impegnati nel profondo per rinnovare il Paese e all’interno del Parlamento ci sono uomini e donne che cercano di trovare una soluzione in una fase drammatica della vita economica, politica e sociale”.