“Lancio un appello a coloro che vogliono che Crocetta lasci la poltrona: attiviamoci affinché ciò diventi realtà. Iniziamo a firmare una mozione di sfiducia al presidente della Regione”. A dirlo è il deputato del pds-Mpa all’Ars, Giovanni Greco.

Non si tratta di uno degli attacchi provenienti dalla medesima maggioranza e nemmeno di una idea organizzata e politicamente strutturata. ma nel clima di marasma generale l’idea del deputato d’opposizione potrebbe offrire il fianco alla strategia renziana.

“Il presidente Crocetta non ha mai rispettato il mandato per il quale è stato chiamato- dice -, anzi ha solo danneggiato la Sicilia. Per anni ha parlato d rivoluzione ma è stato impegnato a cercare alleati e a tacere sui problemi veri dell’Isola. Ha calpestato i bisogni dei cittadini e i loro diritti. Ne è un esempio la sua rinuciancia agli effetti della sentenza della Consulta che ha riconosciuto all’Isola il diritto di incassare le imposte legate alle accise su energia e carburanti. Solo in questo caso, sono stati regalati a Roma più di 400 milioni”.

“Proprio lo stesso presidente della Regione continua a elemosinare al governo nazionale i fondi per l’Isola. In tre anni – afferma l’autonomista – Crocetta ha mandato via una quarantina di assesori, intervallati da un continuo aprirsi e chiudersi di attese, tempi morti e nodi da sciogliere. Da Battiato a Zichichi. Personaggioni che avrebbero dovuto portare una ventata di aria nuova, ma ad oggi i Siciliani sentono solo puzza di stantio nell’aria. Un notevole spreco di fondi pubblici e uno stallo della macchina burocratica. Soldi pubblici spesi anche per le spese legali. Centinaia di migliaia di euro spesi dai Siciliani solo per assistere al teatrino della politica”.

“E’ vergognoso – prosegue Greco – che un presidente della Regione ostacoli la promozione della crescita e lo sviluppo del suo territorio. E’ denigrante che un presidente della Regione che dovrebbe rispettare e tutelare i lavoratori e la loro dignità personale, privileggiando le condizioni delle categorie più deboli come i precari dei Comuni, della formazione professionale fino ai forestali, non fa altro che umiliarli. Un presidente della Regione non dovrebbe mantenere gli incarichi nella pubblica amministrazione di soggetti condannati per danno erariale o di quei burocrati che attualmente hanno pendenze con la giustizia”.

“A questo punto – conclude il deputato – mi auguro che non passi la mega-sanatoria salva burocrati. Siamo allo sfacelo, anche perché un presidente della Regione dovrebbe infondere sicurezza, e invece sembra più confuso che persuaso”.