Anche oggi una notizia che conferma la situazione drammatica che sta vivendo il Sud Italia. Dopo i dati di Unioncamere sul crollo occupazionale che colpirà il Mezzogiorno in autunno (su 80 mila posti di lavoro, più della metà andranno in fumo nelle regioni meridionali che già detengono il primato per tasso di disoccupazione ) arrivano quelli sui consumi.
A diffonderli è stata Confcommercio. La premessa: “La debolezza dei consumi a livello pro capite, complice il biennio di crisi 2008-2009, lascia prevedere un rallentamento generalizzato dell’uscita dalla crisi tanto che, a fine 2011, ben 17 regioni su 20 rischiano di registrare un livello di consumi inferiore a quello del 2000”.
E indovinate dove si raggiungono gli abissi? Ovviamente al Sud: “In una prospettiva di piu’ lungo periodo, nel 2017, il Mezzogiorno avra’ acuito il suo ritardo con una continua riduzione della spesa per consumi rispetto al totale nazionale” si legge nella ricerca di Confcommercio. Nessuna sorpresa, purtroppo: il Sud è sul Titanic.  E i politici meridionali? Che fanno? Stanno cercando di porre rimedi al dramma economico che colpisce la lora terra natìa? No. Anzi dalla manovra in arrivo nuove stangate: a partire dall’aumento dell’Iva che di certo non aiuterà la ripresa dei consumi. (continua a leggere sul sito de il Sud)