Chiediamo che l’Anas si attivi tempestivamente per la verifica strutturale delle parti del ponte Petrulla non interessate dal crollo e provveda, da subito, alla sostituzione dell’impalcato crollato in modo che il manufatto possa essere immediatamente reso disponibile nel momento in cui la magistratura procederà al dissequestro. L’incontro fissato per lunedì tra la Prefettura di Agrigento, i vertici provinciali dell’Anas, la polizia stradale e l’amministrazione comunale di Licata rappresenta l’occasione per poter assumere decisioni necessarie e urgenti, dando risposte a tutti coloro, cittadini e imprenditori, i quali non possono più mettere a rischio la propria attività o la stessa incolumità fisica a causa di ritardi o inefficienze nell’amministrazione del bene pubblico”.

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Lo dichiara Benito Macchiarola, delegato di Confindustria Centro Sicilia in materia di Infrastrutture per il territorio di Agrigento, a seguito del crollo di una campata del ponte Petrulla lungo la statale che collega Ravanusa a Licata.
“E’ necessario che dall’incontro di lunedì si esca con un cronoprogramma di azioni, volte in primo luogo a verificare la sicurezza e il livello di manutenzione delle principali infrastrutture viarie della provincia – afferma Macchiarola – e che il relativo stato di avanzamento venga reso pubblico, a scadenze predefinite, per fornire alla comunità notizie certe ed evitare, nel contempo, che si ripeta la condizione del ponte Carabollace, a senso unico alternato da oltre un anno in attesa della sostituzione del guard rail”.

Il crollo del ponte Petrulla costituisce l’ennesimo colpo inflitto alla già asfittica economia provinciale. I percorsi alternativi ad oggi ipotizzati, infatti, comportano un allungamento dei tempi di percorrenza che, oltre a danneggiare famiglie e pendolari, mettono a rischio la stessa competitività delle imprese, incidendo sui costi di trasporto delle merci verso la direttrice Caltanissetta – Catania – Palermo, oltre a condizionare negativamente il settore del turismo proprio all’inizio della stagione estiva.
“Purtroppo non è un caso isolato. E pur comprendendo i limiti delle disponibilità economiche attuali, è nostro dovere ricordare, come spesso ripete il presidente Squinzi, che “la ripresa passa per l’impresa”: se questa è posta nelle condizioni di operare in condizioni di normalità – conclude Macchiarola – produce ricchezza e di conseguenza aumento dell’occupazione, del gettito fiscale e del benessere del territorio. Quando invece, oltre ai naturali rischi imprenditoriali, deve superare difficoltà e tempistiche abnormi determinate da lungaggini e inefficienze burocratiche, rischia il tracollo con conseguente impoverimento generale del tessuto sociale”.