“Ancora una volta si inseguono le emergenze e si sbandierano ordinanze per interventi urgenti, quando di urgente c’era davvero poco se si considera che del movimento franoso che ha causato il cedimento del viadotto Himera della A19 si aveva notizia ufficiale già dal 2005 come palesato anche dalla relazione della commissione Delrio”. Da Bruxelles l’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao, già autore di una interrogazione alla Commissione Europea all’indomani del cedimento del viadotto della A19, interviene in merito alla ordinanza della protezione civile siciliana sulla costruzione della bretella di collegamento per la realizzazione della quale occorrerebbero almeno quattro mesi.

“Secondo quanto ricostruito dagli ispettori del ministero – sottolinea Corrao – la frana di Caltavuturo fino al 2004 era segnalata nel Piano di intervento di bacino con pericolosità moderata e, dopo il peggiorare della situazione nel 2005 è stata riperimetrata e classificata con rischio elevato, ma per la sola porzione della strada provinciale peccato però che il dipartimento regionale non sarebbe intervenuto in maniera adeguata. Morale, ancora una volta, un intervento che sarebbe costato un decimo della cifra adesso necessaria a ricucire la Sicilia non è stato effettuato per un rimbalzo di competenze e burocrazia che è lo specchio dello stallo in cui versa il nostro paese. Lo stesso Ministero attribuirebbe le responsabilità, stando alle ricostruzioni dei cronisti siciliani, anche ad Anas e Protezione Civile. A proposito di Anas, secondo alcune indiscrezioni, il progetto per la nuova bretella, insisterebbe sul crinale di Caltavuturo, in una zona geologicamente instabile, come dire – conclude Corrao – se le cose si devono fare, meglio farle male, così poi ci sarà la prossima emergenza…”.