Il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della santissima Trinità, nel centro storico di Potenza sono stati ritrovati i resti di una donna, ormai mummificati per i 17 anni di permanenza in condizioni, probabilmente favorevoli al mantenimento delle membra.

Il 12 settembre 1993, Elisa Claps, ragazzina di provincia di appena 16 anni esce da casa la mattina per recarsi alla messa in quella stessa chiesa, di lei si perde ogni traccia; secondo le testimonianze, la giovane aveva detto ad un’amica di dover incontrare una persona nella chiesa della Santissima Trinità, in via Pretoria, ubicata nel centro storico di Potenza. Questa persona era Danilo Restivo che afferma di averla vista per ultimo. Elisa si era accordata con la ragazza che si sarebbero viste da lì a 10 minuti, nel caso non si fosse fatta vedere all’appuntamento per l’orario, 12.30, sarebbe dovuta andare a cercarla in chiesa, per allontanarla da Restivo.

Perchè questo accordo?
Restivo era invaghito di Elisa ed era conosciuto come tipo molto “strano”. Le compagne delle elementari ricordano che si nascondeva nei bagni delle bambine per guardarle fare i bisogni, alle medie invece cominciò a camminare con una forbicie che utilizzava per tagliare i capelli delle ragazze, una sola ciocca, che conservava gelosamente in un diario.

Alle 12.30 Elisa Claps non è andata all’appuntamento e l’amica la cercò alle 12.45/12.50 in chiesa ma non c’era e nessuno l’aveva vista.

17 anni dopo Elisa Claps è stata ritrovata nel sottotetto di quella stessa chiesa.
Come ci è arrivata? Era viva o già morta? Con chi era?

Tutte domande al quale sarà data una risposta a breve, il tempo di svolgere tutte le analisi sul corpo e sull’ambiente in cui è stata trovata.

E’ facile dire che il colpevole è Danilo Restivo, perchè è stato l’ultimo a vederla, perchè era un tipo “strano”, perchè era invaghito di lei, per l’incapacità di ricostruire i suoi spostamenti dopo l’incontro, disse solo che dopo essere stato con Elisa la vide allontanarsi per strada.  Ma senza prove non si può incolpare nessuno. Infatti fu indagato ma rilasciato. Anche se non è mai stato molto affidabile nelle sue deposizioni.

Danilo Restivo nel 2001 si è trasferito Inghilterra, a Bornemouthin un paesino vicino Londra, nella zona di Charminster, dopo qualche tempo si è fidanzato e sposato con una donna più grande di lui di 10 anni. Una vicina di casa, Heather Barnett amica della moglie aveva sconsigliato alla signora Restivo, di sposarlo perchè era uno sconosciuto, non sapeva nulla del suo passato, poteva essere chiunque anche una cattiva persona. Nel 2002 Heather Barnett, 48 anni, fu trovata morta dalle figlie in bagno in uno scenario terrificante: era stata colpita in testa con un oggetto simile a un martello, e pugnalata. I seni erano stati mutilati e lasciati accanto al corpo. Nella mano c’erano dei capelli, lunghi 9 centimetri, che non erano i suoi, ma nemmeno di Restivo.

Qualche giorno prima di essere assassinata, la signore Barnett riceve la visita di Danilo Restivo, da quel giorno non trova più le chiavi di casa, la vicina chiede all’amica di chiedere a Restivo, chissà l’avesse prese per sbaglio, ma la risposta fu sempre negativa. Poi la morte violenta, ingiustificata, con un particolare che riconduce la responsabilità a Danilo Restivo, la ciocca di capelli tagliata con una forbice.

Anche per questo caso Restivo fu indagato dalla polizia inglese, ma mai condannato.

Oggi, scoperto il corpo di Elisa Claps, anche la polizia inglese si è messa in contatto con le nostre forze dell’ordine per capire se ci possono essere collegamenti tra i due omicidi.

Intanto la madre di Elisa, è sempre stata convinta che la figlia fossa stata uccisa, ma non sapeva dove, da chi e perchè. Adesso ha solo una risposta e un dubbio, il perchè non si saprà mai, resterà nella testa dell’assassino.

Per volontà della famiglia, Elisa non avrà funerali in chiesa, è stata rinchiusa in una chiesa per 17 lunghissimi anni e non ci entrerà mai più.

Certo il caso è molto strano ma anche molto chiaro. Restivo sembra essere colpevole o uno dei colpevoli. Il parroco di allora, don Mimì Sabia, morto due anni fa, al processo è stato molto vago, non ricordava nulla, non conosceva Elisa e tanti altri buchi di memoria che non aiutano alla risoluzione del caso. I rilevamenti e l’autopsia ci diranno anche se Elisa Claps ha subito violenza sessuale, altro tassello che potrebbe spiegare anche il movente. Mi sembra molto difficile che in tutti questi anni, chi ha lavorato nella chiesa, chi ha gestito la chiesa non si sia mai accorta di nulla. Tra i vari particolari un altro è molto importante, tempo prima dalla scoperta era stato detto al parroco, da due donne, madre e figlia, che si occupavano delle pulizie della chiesa, del ritrovamento del corpo. Il parroco non disse nulla a nessuno e non si seppe nulla. Poi le due donne ritrattarono ciò che avevano detto. Insomma è un caso molto intrecciato, speriamo però che il colpevole, quello vero venga identificato è arrestato per cò che ha fatto e con lui tutti i complici, perchè è difficile che alle 12.30 nessuno ha visto nulla.

Intorno alla chiesa ci sono diversi graffitti sui muri che indicano il luogo dove è stata assassinata e ritrovata Elisa. I graffit hanno con il numero 53 con una croce nera o rossa secondo la distanza dal luogo del delitto che arrivano fino alla torre dove è stata trovata Elisa. Qui ci sono due numeri 53 specchiati, uno con una croce rossa a doppia testa e quello sotto la torre collegato ad una torre rovesciata. Secondo gli esperti del settore, il numero 53 starebbe ad indicare le lettere dell’alfabeto 5=E e 3=C, quindi Elisa Claps o Elisa Chiesa.
Tutto questo era già presente prima del ritrovamento del cadavere della piccola Elisa.