“Il carcere è un posto tremendo che ti toglie tutto ma che non è riuscito a togliermi l’amore per la mia famiglia e della mia famiglia”. Così Totò Cuffaro appena uscito da rebibba per fine pena ai giornalisti che lo attendevano fuori.

Tenta in tutti i modi di evitare qualsiasi tipo di polemica, qualsiasi affondo, qualsiasi tema politico ma lo incalzano “Non ho mai favorito la mafia, sono a posto con la mia coscienza. Ho sbagliato nella gestione del potere. per me il potere è stare fra la gente e questo ho pagato e sto pagando”.

 “Non rinnego nulla di quello che ho fatto. E’ stato alto il prezzo che ho pagato per stare in mezzo alla gente. Appartiene alla mia coscienza quello che sono stato, credo di non avere mai favorito la mafia, anzi l’ho sempre osteggiata”.

“La mia speranza è che un giorno le carceri vengano abolite. E’ giusto che chi ha sbagliato paghi un prezzo alla società, ma un prezzo che gli consenta di continuare a vivere e alla società di essere ripagata. Facciamo lavorare ma non sbattiamolo in carcere e ci scordiamo di lui”.

“Nelle carceri italiane – ha sottolineato l’ex governatore della Sicilia – ogni anno muoiono, perché si suicidano, più detenuti di quanti se ne ammazzano negli Stati dove c’è la pena di morte. E’ una falsita’ che non c’e’ la pena di morte. E’ un’ipocrisia. Perché quando la gente la sbatti in carcere perché ha l’ergastolo e non deve più uscire, non ha motivazioni per vivere e si ammazza”.