Imporsi sui mercati internazionali – in tempi di veloce susseguirsi di passeggere tendenze – coniugando moda, stile e rispetto ambientale. E’ l’ambizioso ma già vincente obiettivo di “Cum laude”, il fashion brand made in Sicily nato da un’idea di Ezio Lauricella, un 28enne della provincia di Agrigento.

Laureato in Economia all’Università di Palermo e con un master in European project alla Sapienza di Roma, Lauricella come racconta in un’intervista rilasciata a Tiscali, ha pensato di esaltare l’eccellenza della manifattura italiana puntando l’accento sulle tradizioni della Sicilia, crocevia di popoli e culture la cui storia si perde nella notte dei tempi.

Nelle creazioni di “Cum laude”, che ha già fatto tappa in Giappone, Usa, Filippine, Australia, Grecia e Brasile la tradizione procede a braccetto con l’innovazione.  Ecosostenibilità è infatti la parola d’ordine di capi di abbigliamento e accessori realizzati in fibre organiche e biologiche, tessuti eco-compatibili. La tracciabilità del prodotto, e la certezza degli standard qualitativi, uno dei punti di forza del marchio.

Contrariamente alla tendenza alla delocalizzazione sposata dalle aziende di moda, soprattutto per quanto riguarda gli stabilimenti produttivi, “Cum Laude” significa 100% Sicilia. Senza dimenticare però, di osservare cosa accade oltre lo Stretto.

Accade così di scoprire che Sicilia e Giappone hanno in comune molto più di quanto si possa pensare. Lo spiega ancora Lauricella, il cui marchio propone una collezione di borse ‘limited edition’, tutte pezzi unici, realizzate a mano con pregiati materiali italiani decorati con stoffe di kimono giapponesi degli anni ’60: “Sono molte le tracce – dice – che uniscono siciliani e giapponesi”. Basti pensare al sole, al vulcano, al pesce, al mandorlo e al ciliegio, al senso dell’onore.

Per Lauricella la moda è tra i maggiori veicoli di riscatto della Sicilia, desiderosa di affrancarsi da quel legame con il malaffare che domina nell’immaginario collettivo. “L’industria della moda è da sempre un settore di grande tendenza – dice – in grado di influenzare le persone e la cultura, e dunque, capace di educare positivamente anche in termini di tutela ambientale”.

“Cum laude” potrebbe presto aprire uno showroom all’estero.