La riscossa delle Ipab è partita da Acireale che con l’Oasi Cristo Re ha avviato e vinto una lunga battaglia giudiziaria culminata con l’ordinanza del CGA che ha sbloccato Bilancio e Piano di rientro evitando così il rischio fallimento. Nella città dei Cento Campanili si sono dati appuntamento i responsabili delle Ipab siciliane che lamentano mancanza di fondi e paventano lo spettro di una serrata.

Nell’ “Oasi Cristo Re” i lavoratori attendono ben 18 stipendi, ma si tratta di una situazione di assoluta precarietà che, comunque, non è isolata, considerato che un po’ tutte le Ipab siciliane sono alle prese con gli stessi problemi.

Da qui la “crociata” intrapresa da Giampiero Panvini, commissario dell’ente acese (che ha presentato il ricorso al Cga), e Iano Gurrieri, presidente dell’Ipab “Rizza Rosso” di Chiaramonte Gulfi, promotori della riunione  che si è tenuta ad Acireale. A molti è apparso singolare il recente decreto della Regione che dispone l’ispezione in una decina  di Ipab, interpretato quasi come un intervento punitivo dopo l’iniziativa che ha consentito lo sblocco di Bilancio e Pieno di rientro.

I rappresentanti delle Ipab, però, si sono ritrovati a loro fianco numerosi parlamentari regionali, in particolare i presidenti delle commissioni Sanità e Bilancio.

“Nei primi giorni di settembre – ha annunciato Giuseppe Digiacomo, presidente della commissione Sanità all’Ars – procederemo con un’audizione dei vertici dell’assessorato alla Famiglia oltre che dei rappresentanti delle Ipab, le cui rimostranze ci appaiono più che legittime. Si tratta di strutture indispensabili, che assicurano degenze a costi contenuti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Vincenzo Vinciullo, presidente facente funzioni della commissione Bilancio, il quale annuncia: “Nella manovra finanziaria-bis della prima decade di settembre chiederò che vengano inseriti almeno 20 milioni per le Ipab, il cui personale deve ricevere molti arretrati. E, comunque, non si può non tenere conto del patrimonio di questi enti”.

I deputati regionali Marco Forzese e Angela Foti hanno definito improcrastinabile la legge di riforma delle Ipab. “Vanno considerate come risorse – ha detto Forzese – se danno assistenza. E, comunque, si devono salvaguardare i lavoratori». Così Foti: “Siamo pronti a lavorare a questa riforma ma occorre subito ripristinare il contributo della legge 71”.