All’inizio fu  un post su facebook, poi un articolo su BlogSicilia, oggi è un libro. E’ l’immagine di Catania tratteggiata dal giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso nel suo “Gran Circo Catania”.

“Innumerevoli artisti d’ogni genere sono, i Catanesi. Circensi alla ricerca del numero perfetto, che li faccia sfondare e li consegni alla storia. Povera, meravigliosa, gente”.

Il “Gran Circo Catania” è lo spettacolo di una città «gioiosa e talvolta malinconica, colma di bellezza, di energia e di contraddizioni». Uno spettacolo che il giornalista e ha “allestito” tra le pagine della sua ultima pubblicazione e che si manifesta in tutta la sua dissacrante potenza nella visione immaginaria dei lettori.

Definito come «guida improbabile a una città incredibile», “Gran Circo Catania” – edito da Carthago e i cui proventi di vendita riservati all’autore saranno interamente devoluti alla “Librineria” di Librino – verrà presentato sabato 6 dicembre, a partire dalle 17.00, nel Palazzo Platamone di Catania (via Vittorio Emanuele 121).

«Storie divertenti, patetiche, paradossali, dal sapore agrodolce tipico della cucina siciliana – si legge nella quarta di copertina – narrazioni, ritratti, istantanee di feste e rituali, fatti di cronaca e racconti di fantasia, momenti poetici dagli imprevedibili esiti, personaggi noti e non, leggende conosciute e sconosciute, straordinari camei».

Ed è questo pirotecnico mondo che ha ispirato gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania nella realizzazione di opere figurative dedicate proprio al “Gran Circo”. L’esposizione – sempre nel Palazzo della Cultura e aperta fino al 6 gennaio.

Una galleria di personaggi – prima nel volume e poi appunto nella mostra – capace di restituirci, «attraverso lo sguardo di clown, freaks, acrobati, domatori e giocolieri della porta accanto, una città che, nel continuo avvicendarsi di distruzioni e ricostruzioni, non ha mai perso la voglia di ridere e stupire» si legge nella nota editoriale. E per concludere con parole di Lazzaro Danzuso: «Intanto, solitario, nella pista principale, un piccolo elefante di pietra nera, con una candida gualdrappa sulla schiena, fa il suo numero di equilibrismo».