Claudio Fava sbarca a Roma. Fra gli eletti alla Camera e al Senato a Milano e in Lombardia, Sinistra e Libertà porta a Montecitorio due deputati, uno di questi è proprio Fava, capolista di Sel in Lombardia alla Camera. Da Isnello, piccolo comune delle Madonie, nel palermitano, fino al capoluogo lombardo, con destinazione Roma, un viaggio, quello di Fava, cominciato a settembre dello scorso anno.

Ma ripercorriamo le tappe del viaggio del noto esponente siciliano di Sel. Fava decide di candidarsi alle regionali del 28 ottobre come governatore sostenuto dalle forze di sinistra, Sel, Idv, Rifondazione, Pdci e Verdi, in alternativa all’alleanza Pd-Udc con Rosario Crocetta presidente. L’area più “dura” di Sel, contraria all’alleanza con i centristi, manda un messaggio al leader Nichi Vendola e indirettamente anche al Pd a Roma. I sondaggi davano il 15% ma un mese prima dell’apertura delle urne arriva la doccia fredda: Fava non ha la residenza in Sicilia e dunque non può candidarsi come Presidente della Regione. Nel caos spunta Isnello, il sindaco Giuseppe Mogavero offre la sua casetta come residenza, ma l’espediente non funziona. Fava lascia il posto a Giovanna Marano, dirigente della Fiom Cgil, e la sinistra dal 15% arriva al 6%. Un autogoal tra i più clamorosi della storia politica recente.

Ma il leader di Sel, Nichi Vendola, preso atto della sconfitta alle regionali, decide di candidarlo in Lombardia, blindando il dirigente di Sel come capolista alla Camera in Lombardia 1. Una mossa vincente vista la difficoltà di entrare in Parlamento in regioni del Meridione. Il cambio di residenza non serve più. Per i prossimi cinque anni, Piazza Montecitorio sarà la residenza.